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«Vediamo grigio: il sindaco agisca o le ditte chiudono»

di Rino Filippin
«Vediamo grigio: il sindaco agisca o le ditte chiudono»

«Il Comune riduca i suoi costi e meno tasse sulle imprese» Critiche alle banche che «fanno credito con il contagocce»

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Rientrato da meno di 48 ore dal suo viaggio di nozze nei paesi esotici dell’Asia, il sindaco Bellelli è atteso al varco dalle associazioni di categoria. Il 2015, dicono in sintesi i 4 responsabili di Cna, Lapam, Confesercenti e Confcommercio, non si preannuncia positivo e per evitare il tracollo anche l’Amministrazione municipale deve fare la sua parte. Come? Ad esempio spendendo meno e riducendo le imposte locali. «Il Comune - dice Marco Gasparini, vicepresidente di Cna Carpi - deve ragionare da impresa: ridurre i propri costi, pensare meno a se stesso e più ai “clienti” è cioè ai cittadini tra cui anche le aziende. Quindi ridurre le spese (c’è ampio spazio), e creare le condizioni per attirare nuove aziende anche riducendo le tasse municipali».

«Dal punto di vista del commercio - spiega Siligardi di Confesercenti - il Comune deve, tramite ConCarpi, strutturare le iniziative volte a richiamare pubblico a Carpi. Servono delle iniziative permanenti e non sporadiche». Per Stefano Cestari l’aspetto della riduzione degli oneri a carico delle imprese è un aspetto importante ma non è il solo: «Bisogna ridurre l’impatto della criminalità sul territorio - dice - e migliorare i collegamenti viari». Severo anche Massimo Fontanarora di Confcommercio: «Fino a oggi il governo Bellelli è stato il semplice proseguimento di quello poco brillante di Campedelli. Ci auguriamo che il sindaco dia in tempi rapidi qualche segnale di attenzione anche verso le imprese che sono il motore del benessere collettivo».

Sintonia delle associazioni anche sulle previsioni del 2015, per tutti poco rosee. «Se nel 1990 le aziende del tessile a Carpi erano 14mila - dice Gasparini, Cna - oggi sono 7mila: e nuove chiusure sono in arrivo. Mi spiace dirlo ma la tendenza resta preoccupante soprattutto perché l’accesso al credito è diventato ancora più problematico». Idem come sopra per Cestari, Lapam: «Devo dire la verità? Non vedo segnali positivi: troppe incertezze, troppa burocrazia, accesso al cerdito difficile...». «Mi Auguro - dice Siligardi, Confesercenti - che le norme nazionali, che sembrano avvantaggiare la grande industria, mettano più soldi nelle tasche dei lavoratori e che così ripartano i consumi a livello generale». Infine Confcommercio : «I saldi in città stanno andando benino, speriamo sia la premessa per un anno migliore. Molto dipende dalle banche che devono credere maggiormente nelle aziende». Ma le associazioni cosa fanno per i loro iscritti? È vero che in certi casi le piccole aziende passano a commercialisti privati pare meno esosi per quanto riguarda i costi di tenuta della contabilità? «Il ruolo delle associazioni - dice Cna - è insostituibile per i servizi offerti e l’assistenza alle aziende che si dibattono nella burocrazia: ma lo sa che per aprire un negozio di barbiere servono 17 permessi?». «Attenti - dice Lapam - alle parcelle troppo basse, potrebbe essere a rischio la professionalità». «Il problema vero - dice Confesercenti - è che aumentano le ditte che chiudono, mentre le nuove hanno una vita media bassissima. Per il resto i nostri clienti sono soddisfatti». «La nostra - conclude Confcommercio - è una cooperativa senza scopo di lucro».

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