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POLICLINICO

Bimba nasce morta, denuncia in Procura

di Stefano Totaro
Bimba nasce morta, denuncia in Procura

La madre 35enne salvata dai medici del reparto di Ostetricia dopo le complicanze di un parto naturale difficilissimo

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MODENA. Una bambina è nata morta, la mamma è stata salvata dalle conseguenze di un parto annunciato come difficilissimo, pericoloso per il genitore che per il feto, e che si è purtroppo rivelato tale. La suocera, la madre del marito della signora che è stata ricoverata per qualche giorno al Policlinico proprio per rimettersi da travaglio, per le cure necessarie al suo caso, si è recata in Procura a Modena denunciando l’accaduto. Una denuncia- esposto per cercare di fare chiarezza sulle procedure, per sapere se tutto quello che era possibile fare per salvare la bambina sia stato fatto, se sono stati intrapresi percorsi giusti. La vicenda è al vaglio del pubblico ministero che valuterà come procedere.

È la stessa direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero universitaria di Modena che informa come il caso si sia «verificato nel pomeriggio del 30 dicembre» e abbia riguardato «una donna italiana di 35 anni, residente in provincia di Modena, che era arrivata alla 39ma settimana di gestazione. La paziente, che presentava sin dall’inizio della gravidanza un quadro clinico caratterizzato da una serie di criticità, è stata seguita con continuità dall’ambulatorio della patologia Ostetrica». Queste criticità erano dovute, come sembra, al peso della donna, un grande sovrappeso che determinava una serie di complicanze correlate: anche il monitoraggio del feto, l’ascolto del battito cardiaco, era difficile. Dunque il 30 dicembre, all'insorgere dei primi segni di travaglio, la donna si è recata al Policlinico. «Durante questa fase sotto un costante controllo materno e fetale si sono presentati complicanze inattese - si legge nell’intervento della direzione dell’Ausl - che hanno richiesto un trasferimento in sala operatoria per un intervento che ha scongiurato gravi conseguenze per la madre. Purtroppo per il bambino non è stato possibile far nulla a causa delle gravi complicanze insorte durate il travaglio. La madre, dopo un paio di giorni di ricovero, ha potuto rientrare a casa. Da una prima analisi dei fatti e della documentazione clinica ci pare di poter affermare che i sanitari coinvolti abbiano agito con tempestività e professionalità. Naturalmente all’autorità giudiziaria forniremo la massima collaborazione possibile». Così la direzione Ausl, che si stringe al dolore della famiglia. Va inoltre aggiunto che la donna aveva già avuto un figlio, nato con taglio cesareo. L’équipe medica si era ovviamente confrontata con la donna per decidere in quale modo si preferiva portare a termine il parto: era stato concordato il parto naturale. Dopo la morte della piccola al Policlinico si era deciso di procedere con il riscontro diagnostico (l’esame autoptico). Ora, con la denuncia, è probabile che lo ordini l’autorità giudiziaria.

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