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Dalla “bomba” alle denunce

LA BOMBA. La “bomba” viene sganciata su Facebook il 31 dicembre. Il colonnello Alberto Giordano pubblica una lettera di accuse contro la sua ex, la stlista Francesca Severi, con allegate 40 foto...

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LA BOMBA. La “bomba” viene sganciata su Facebook il 31 dicembre. Il colonnello Alberto Giordano pubblica una lettera di accuse contro la sua ex, la stlista Francesca Severi, con allegate 40 foto osé.

DUE ORE DOPO. Il post fotografico non passa inosservato, anche perchè sia Giordano che la sua ex-compagna Francesca Severi sul social network hanno amicizie in comune. Qualcuno avverte Francesca, che contatta i legali.

LA TELEFONATA. Squilla il telefono del colonnello, all’altro capo un conoscente di Francesca che intima a Giordano di cancellare il post, lettera e fotografie intime.

CANCELLAZIONE. Il colonnello Giordano rimuove tutti i contenuti compromettenti. Su Facebook non rimane più nulla.

EFFETTO VIRALE. Ma quelle due o tre ore in cui il post è rimasto visibile - il colonnello su Facebook usava un profilo pubblico aperto a chiunque - sono bastate agli utenti del web per scaricare e “archiviare” sul proprio pc le immagini e la lettera.

IL GOSSIP SI FA CRONACA. Siamo a Capodanno: nel pomeriggio un sito internet di informazione online pubblica la storia del post e delle possibili conseguenze penali per il colonnello.

FUGA DA FB. Notte tra l’1 e il 2 gennaio, il colonnello Giordano cancella il suo profilo su Facebook.

PIOVONO QUERELE. La famiglia Severi e l’azienda presentano in totale tre denunce per diffamazione, una a Milano e due a Modena.

LA PROCURA. Martedì 5 gennaio la Procura - che ha collaborato con Giordano per anni - apre un fascicolo anche per stalking e avvisa: nessun imbarazzo, non faremo sconti.

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