Gazzetta di Modena

Modena

i fatti del 9 gennaio 1950

Fonderie, venerdì si commemora l’eccidio

Manifestazione di Cgil, Cisl e Uil davanti al cippo che ricorda i sei operai uccisi dalla polizia

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Commemorazione di Cgil, Cisl e Uil venerdì per il 65esimo anniversario dell’eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, dove il 9 gennaio 1950, la polizia uccise sei operai durante la manifestazione per la riapertura della fabbrica. L’appuntamento è alle 9 presso il cippo ai caduti delle ex Fonderie in zona Crocetta (cavalca ferrovia Ciro Menotti e via Santa Caterina).

I segretari di Cgil, Cisl e Uil di Modena Tania Scacchetti, William Ballotta e Luigi Tollari, insieme alle autorità cittadine, deporranno corone di alloro in memoria dei sei operai – Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti – che morirono sotto i colpi della polizia durante lo sciopero generale proclamato dalla Camera confederale del Lavoro per chiedere la riapertura della fabbrica, contro la serrata e i licenziamenti massicci decisi dalla direzione delle Fonderie.

«I fatti del 9 gennaio 1950 per la loro drammaticità segnano il culmine di un clima conflittuale nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro in provincia di Modena - ricordano i sindacati - e in tutto il paese nel primo decennio del dopoguerra. Un decennio caratterizzato dalla ripresa dell’offensiva padronale per eliminare o limitare il più possibile i diritti e le conquiste dei lavoratori nell’Italia del dopo Liberazione».

L’eccidio dei sei lavoratori e il ferimento di altri duecento (molti dei quali per paura di essere fermati non si presentarono agli ospedali) «segna la sproporzione tra la brutale repressione della polizia sostenuta da alcuni industriali modenesi e le rivendicazioni del sindacato e dei lavoratori per il diritto alla libertà sindacale, la difesa delle Commissioni interne e del cottimo collettivo, il controllo del collocamento per ridurre la forte disoccupazione degli anni postbellici. Anche con il sacrificio di quelle vite umane e con quella dura stagione di lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, si avviò il difficile cammino della costruzione della democrazia industriale e del civile convivere democratico nella nostra provincia».

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