Gazzetta di Modena

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IL LUTTO

Il cordoglio degli amici per la scomparsa di Neri

di Saverio Cioce
Il cordoglio degli amici per la scomparsa di Neri

Messaggi da tutta Italia, da Montezemolo ai vertici militari, bancari e istituzionali Già colpito da infarto, quattro bypass, non lasciava il lavoro. Oggi i funerali

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Hanno fatto arrivare le condoglianze alla famiglia Neri anche Luca di Montezemolo e Amedeo Felisa, i vertici attuali e quelli passati dell’Accademia Militare, i vip dell’economia e tante persone comuni che negli anni hanno potuto conoscerlo e apprezzarlo.

Ieri mattina, davanti alla salma di Giuseppe Neri, storico titolare della Mario Neri spa, si sono stretti attorno alla famiglia gli amici vicini e quelli più lontani, semplici conoscenti, che hanno voluto portare il loro cordoglio. Sin dalle prime ore della mattina, nel salone a piano terra della casa di campagna in stradello Nava, a poca distanza dalla chiesa di S.Maria di Mugnano, si sono avvicendati personaggi di primo piano dell’economia modenese e della vita sociale cittadina. Per tutti la scomparsa improvvisa del gigante dell’edilizia e della ristorazione modenese è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Ma chi lo conosceva bene sapeva che da tempo aveva problemi di cuore e che lui non aveva mai voluto vivere da malato.

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Una vita ordinata, quella di Giuseppe Neri, ma a 76 anni compiuti non si sentiva affatto un pensionato. Come tutte le mattine era sempre il primo ad arrivare in azienda a sui cantieri. Il settore catering, che in quarant’anni è diventato sotto la sua ala e con la gestione in prima persona delle figlie, l’altro polmone economico dell’azienda. Ma lui, figlio e nipote di capimastri, di cui aveva ereditato nome e orgoglio aziendale nel campo edile, era felice quando poteva sentire l’odore del cemento.

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Ma il cuore capriccioso lo aveva già avvertito che per lui non erano più i tempi della gioventù.

«Papà soffriva da tempo con quel benedetto cuore - dice la figlia Cristiana, una delle tre che lo hanno affiancato nel gruppo - Aveva già quattro bypass e due stent, ma comunque si rifiutava di fermarsi. Il suo lavoro era anche la sua passione quotidiana e non ha mai accettato di fermarsi».

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Il 17 dicembre il primo grande colpo; il verdetto dei medici era quello di un infarto per cui si rendeva indispensabile il riposo. Ha resistito in ospedale una settimana a stento, poi ha firmato per tornare a casa la vigilia di Natale. Ed è stata una festa felice per il suo ritorno in famiglia, circondato dall’affetto dei nove nipoti.

Poi il 29 un altro controllo medico e la mattina dopo sempre in cantiere. L’indispensabile sosta per Capodanno e poi di nuovo a Maranello, dove stava costruendo il laboratorio che dovrebbe ospitare il futuribile progetto “4WD” della Ferrari. Ed è lì che è arrivato alle l’attacco finale: alle 11.30 il secondo infarto, quello fatale.

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In serata ieri anche il cordoglio del sindaco: «la sua vita ci insegna - ha commentato Muzzarelli - che non dobbiamo mai stancarci di inseguire i nostri obbiettivi, con il lavoro e con tenacia». A chi l’ha conosciuto da vicino mancheranno le sue battute fulminati, la sua concretezza; tutte doti che anche i concorrenti gli riconoscevano. «La scomparsa dell'amico Beppe - scrive l’ex sindacalista Uil Sergio Rusticali - lascia in me un vuoto incolmabile.Una persona generosa,un imprenditore esemplare, laborioso, sempre disponibile, da quando l’ho conosciuto nel 1969 in Fiat sino a pochi giorni fa». L’onorificenza di Cavaliere del Lavoro che quella del Ragno d’Oro con l’Unicef gli erano state date proprio per i suoi meriti professionali. I funerali si terranno oggi alle 15 nella chiesa di S. Benedetto Abate.

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