«Le donne islamiche siano indipendenti»
L’assessore De Pietri: «Necessarie iniziative per favorire la loro emancipazione». Benatti (FI): «Chiarezza sui gruppi locali»
La separazione delle donne al circolo Graziosi durante la commemorazione della nascita di Maometto, domenica scorsa, è la spia di una sfera molto più ampia di problematiche in cui si possono ritrovare le donne musulmane.
Una realtà complessa che va avvicinata e conosciuta. Non cessa di creare scalpore l’immagine che ritrae la sala del Graziosi, affollata di oltre 800 musulmani, suddivisa in due: da una parte qualche decina di donne, dall’altra gli uomini. Ed ha suscitato un acceso dibattito all’interno del Pd e non solo, la presa di posizione dell’assessore alle pari opportunità Stefania Gasparini, che ha dichiarato: “avrei meditato di alzarmi e andare via”, contro la separazione della componente femminile di fedeli.
Anche l’assessore Daniela Depietri ha un’opinione precisa di quello che avrebbe fatto. E di quello che occorre fare, per sostenere le donne musulmane. «Cinque anni fa sono stata invitata, insieme ad un’altra consigliera comunale, Cinzia Principi, ad un appuntamento analogo, come rappresentante del Comune – racconta Depietri – Mi hanno dato la parola e, successivamente, per il pranzo, siamo state messe in un punto separato dagli uomini, insieme alle altre donne. Con l’altra consigliera abbiamo deciso di andare via perché, se si rappresenta la pubblica amministrazione, non si può essere relegati ad uno spazio separato. Abbiamo spiegato perché ce ne stavamo andando, ma non siamo state capite né dagli uomini, né dalle donne. Mi è sembrato di ritornare indietro nel tempo, quando nelle case le donne erano isolate, e ci vorrà tempo perché le abitudini cambino. Vorrei che il caso specifico di domenica- continua l’assessore De Pietri - desse però lo spunto per parlare, non della questione religiosa ma di un tema più ampio. Ad esempio, mi preoccupa molto di più chi tiene chiuse in casa, a chiave, queste donne. Si tratta molte volte di soggetti dipendenti dal marito economicamente e questo non favorisce un’autonomia in vari campi. Ora, come assessore, mi spetta il compito di lottare al fianco di queste donne per renderle indipendenti, perché imparino la nostra lingua, facciano la spesa, vadano a parlare con le insegnanti a scuola. Diventino indipendenti, in poche parole. Certo, il progetto “Io ero straniero” sta già funzionando bene e lotteremo sempre di più per garantire l’indipendenza della figura femminile», conclude De Pietri. Vedere le donne segregate dietro i pannelli ha indignato anche il consigliere Pd Roberto Arletti. «Da cattolico e credente, apprezzo la reazione della Gasparini, forse qualcuno, all’interno del partito, non l’ha gradita perché non ha una sensibilità religiosa – spiega Arletti – non si può fare finta di niente davanti a queste situazioni. E desidero esprimere tutto il mio appoggio a Nosheen Ilyas, per l’opera di integrazione che sta compiendo».
La questione della separazione delle donne al Graziosi, inoltre, arriverà in consiglio comunale tramite un’interrogazione. La porterà il consigliere di Forza Italia Roberto Benatti. «Vogliamo richiedere quante associazioni islamiche ci sono a Carpi, quanti musulmani abitano o transitano sul nostro territorio, per fare chiarezza e conoscere meglio questa realtà – afferma Benatti – Nemmeno gli stessi musulmani, infatti, sanno con esattezza come si muovono e chi sono i componenti delle altre associazioni. Invece è davvero molto importante capire, in modo trasparente, come si compone l’Islam a Carpi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
