«Non vogliamo passare all’Acer»
Un gruppo di inquilini scrive a Renzi e Bonaccini: la nostra coop sta per fallire
«Non vogliamo passare all’Acer». Un gruppo di cittadini sfiduciati ha scritto al premier del consiglio Matteo Renzi e al presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. «Siamo un centinaio di famiglie, la nostra cooperativa sta fallendo e rischiamo di ripartire da zero».
«Dopo trent’anni di canone di godimento, spese ordinarie e straordinarie a nostro carico - hanno scritto - stiamo rischiando di perdere tutto, non è piacevole, e ci chiediamo qual è il senso della mutualità». I soci hanno citato l’articolo 45 della Costituzione: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata”. Nella lettera hanno affermato di aver assolto a ogni dovere di spesa. Nonostante ciò, hanno detto che è mancata una corretta comunicazione. «Solo alla consegna delle chiavi ci è stato fornito lo Statuto - hanno ripreso - e nessuno dico nessuno ci ha preventivamente informato che, qualora la cooperativa fallisse, il patrimonio immobiliare sarebbe passato automaticamente all’Istituto case popolari, oggi Acer; un dato non esattamente insignificante per permetterci di fare una scelta consapevole (forse non tutti avrebbero aderito)».
«Svanita miseramente la speranza di andare a rogito», i soci hanno «sollecitato più volte la cooperativa ad applicare le disposizioni di legge (articolo 18 legge 179/92) che consentono il passaggio da indivisa a divisa». Eppure, «la presidenza non ritiene di dover ascoltare le nostre richieste e già questo fa decadere il naturale scopo di una “cooperativa di soci” in quanto lesa la democraticità all’interno della stessa. Viene anche leso il nostro diritto alla convocazione assembleare».
La situazione è complicata dalla crisi. «Molte cooperative, tra cui la nostra, chiudono i bilanci in profondo rosso e il disavanzo aumenta. Sulle case gravano ipoteche importanti. Molti alloggi dell’indivisa versano in uno stato di degrado e viviamo con il terrore di passare da soci a utenti Acer perché da contratto non abbiamo il diritto di prelazione quindi, come in un incubo, rischiamo di veder svanire i nostri sacrifici di anni».
La lettera termina con richieste di aiuto alle istituzioni «per avere tutela e maggiori strumenti per chi desidera che venga applicata la legge, perché anche all’interno di una cooperativa esista l’obbligo di pulizia e trasparenza».
Gabriele Farina
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