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«Quei treni restano inaccessibili»

La battaglia di Elisa: «Mancano carrozze e carrelli per i disabili»

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SAN FELICE. «Non mi fermo». Elisa Bortolazzi continua la sua battaglia per garantire pari accesso alle carrozze dei treni anche a chi è in carrozzina. Un percorso iniziato nel 2012. Durante le feste la studentessa universitaria ha monitorato gli orari in cui le era stato rassicurato che sarebbero stati accessibili i treni verso Bologna. «L’apertura della porta permetterebbe l’accesso a una carrozzina - ha spiegato Elisa - se la stazione fosse dotata di carrello elevatore. Poiché nel mezzo vi è il corrimano, nemmeno con l’ausilio di un carrello elevatore sarebbe possibile per un disabile in carrozzina salire sul treno». In dicembre la ragazza aveva comunicato che erano state interrotte corse dedicate a chi, come lei, è costretto a muoversi in sedia a rotelle sui treni. Aveva scritto a Comune e parlamentari, e denunciato problemi agli ascensori. Da Trenitalia hanno detto che «è rimasto comunque elevato il numero di treni attrezzati per quella tipologia di servizio». Inoltre, è giunta la rassicurazione che «eventuali necessità discordanti con l'attuale offerta saranno rappresentate al committente del servizio per valutare insieme possibili azioni correttive». «Non trovo giusto calibrare gli orari in base ai miei - ha detto Elisa - in quanto sono flessibili e penso di avere il diritto di potermi muovere come qualsiasi altro cittadino. Non è vera la calibrazione perché il treno delle 9.08 da me utilizzato, lo scorso semestre, è stato convertito da accessibile a non accessibile. Se il treno ha un gradino con tre gradini anche con il capotreno non ci può riuscire. San Felice al momento non è una stazione attrezzata con carrelli elevatori». (g.farina)

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