Sportello amianto per l’Area Nord
San Felice. Il Consiglio vota per i censimenti in tutta la Bassa Ma restano irrisolti i cumuli all’ex Bianchini e a San Biagio
SAN FELICE. Niente “Sportello amianto” a San Felice, anche per non assecondare la proposta che era venuta dalla minoranza dei grillini. Ma uno Sportello amianto intercomunale per tutta l’Area Nord, analogo a quelli già istituiti nei comuni di Carpi e Soliera. Con una missione davvero speciale: scovare e segnalare, attivando concretamente l’Ausl, tutti i siti pericolosi - pubblici e privati - del territorio di competenza, dove si annidano manufatti di amianto a rischio.
Lo ha deciso il Consiglio comunale di San Felice, dove la questione amianto, nella realtà e nelle sensazioni, è ben più seria da quanto risulti agli atti regionali. Come noto, in passato sono stati mappati solo gli edifici pubblici, così per San Felice è considerata a rischio solo la copertura delle ex scuole di Pavignane. Mancano tutti i manufatti (tetti, pollai, garages, altoclavi...) di case e aziende private. Manca la considerazione poi della bomba ecologica che da un paio d’anni pesa sulla comunità, quella dell’amianto sbriciolato e sparso con altri inerti un po’ ovunque e oggi con certezza concentrato in due siti: le centinaia di sacchi accatastati accanto al campo sportivo e al cimitero di San Biagio e la famosa montagna di inerti al polo industriale, presso la ditta ex Bianchini. Come noto, la moglie dell’ex titolare ha chiesto di poter costruire un gigantesco sarcofago, dentro il quale nascondere il materiale contaminato. E come noto erano state presentate osservazioni di cittadini, di due consiglieri comunali e dell’onorevole Ferraresi dei 5 Stelle, contrari perché non sono state tenute in considerazione nel progetto problematiche del paleoalveo, quelle sismiche e quelle gestionali. La decisione sul sarcofago (farlo nel punto attuale della montagna, un po’ più in là o non farlo, smaltendo tutto in un sito toscano) era attesa dalla Conferenza dei Servizi in dicembre, ma non è arrivata.
C’è poi la tematica delle tubature dell’acqua potabile - costituite con amianto - che a Carpi ha fatto tanto discutere e che a San Felice vede la minoranza incalzante, essendo oggi assodato che le polveri di amianto sono notoriamente e pericolosamente cancerogene, e la maggioranza inizialmente arroccata sulla posizione che non ci sono certezze, nè pericoli attuali. Così allo scorso consiglio comunale la proposta dello sportello amianto comunale era stata avanzata da “San Felice in Movimento” (grillini) e respinta dalla maggioranza Pd. Al consiglio comunale del 29 il contrario. La proposta di istituire uno sportello amianto intercomunale è stata avanzata dalla maggioranza e bocciata da “San Felice in movimento”, che insiste sullo sportello locale e teme inutili giri avanti e indietro da altri Comuni dei cittadini interessati. La proposta è però passata, anche con il voto favorevole del centrodestra. Anche perché ora la maggioranza “richiama” la questione tubature, quasi ammettendo che la questione c’è. E poi, nel Piano nazionale di cui si vocifera da tempo, gli Sportelli amianto diverrebbero obbligatori. Ad attivarli dipendenti pubblici o volontari che individuano i siti a rischio, attivano l’Ausl e fanno scattare l’invito agli interessati perché provvedano. Con soldi loro, e con consigli o indicazioni della pubblica amministrazione. (a.se)
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