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Campi da tennis, il gestore riconsegna le chiavi

Campi da tennis, il gestore riconsegna le chiavi

Bellei: «Costretto da ordinanza, andrò per vie legali». Il sindaco: «Contenzioso da evitare»

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PAVULLO. Ha riconsegnato chiavi e impianti Alberto Bellei, gestore da nove anni ormai dei campi da tennis di Pavullo che il 31 dicembre si era rifiutato di lasciare le strutture ritenendosi danneggiato dalla decisione del Comune di reinternalizzare il servizio fino all'apertura del cantiere della nuova piscina, apertura che avverrà, come previsto, tra settembre e ottobre prossimi.

«Di fronte a un'ordinanza, mi sono trovato costretto a lasciare – ha sottolineato Bellei – adesso vedrò come fare valere le mie ragioni altrimenti, consultandomi con il mio avvocato».

«Mi auguro che la questione si chiuda qui – ha invece commentato il sindaco di Pavullo, Romano Canovi – con il Comune che, riassumendo direttamente il servizio, lo garantisca agli sportivi finché non si partirà con la piscina».

Tutto ruota infatti attorno al progetto delle vasche coperte che verranno realizzate dove ci sono ora i tre campi di terra rossa, che saranno ricostruiti in sintetico al posto dello stabile della vecchia piscina, da abbattere. Un piano appena messo a bando, alla ricerca di un privato interessato alla realizzazione, e su cui ieri si è espressa per la prima volta la Lapam, con una nota del presidente locale Graziano Cantergiani.

«Sulla piscina – ha osservato – probabilmente è meglio fare una riflessione più completa. Non vorremmo che, a causa della demolizione della vecchia struttura e dei campi da tennis, si debba accendere un nuovo mutuo che andrebbe a ingessare ulteriormente il bilancio dell'amministrazione per gli anni a venire».

Cantergiani non discute sulle motivazioni che hanno portato a questa scelta logistica e nemmeno sulla necessità dell'impianto, «ma sulle priorità che devono guidare le decisioni: il bando per la costruzione, ammesso che si trovi il privato che intenda fare l'investimento, è chiaro, quello che non è chiaro è dove si troveranno i soldi necessari (e quanti ne serviranno) per demolire la vecchia struttura e rifare i campi da tennis. Non è che, alla fine, Pavullo corra il rischio di trovarsi con uno “scheletro” di piscina non demolito e senza una struttura per il tennis? O, altrimenti, che venga acceso un mutuo che andrà ad appesantire un bilancio che risulta già fortemente ingessato?».

Daniele Montanari

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