Cimone, piste promosse a pieni voti
Sestola. Gli sciatori soddisfatti: «Sono riusciti a fare i miracoli. L’innevamento è buono e l’accoglienza sempre speciale»
SESTOLA. I timori erano tanti, visti i tormenti meteo delle settimane scorse, ma la prova Capodanno è stata ben superata nel comprensorio del Cimone, con 14mila sciatori nel lungo weekend che, col sole e il freddo, ha creato le condizioni per raccogliere i risultati migliori dal maxi impianto di innevamento artificiale. Perché alla fine, con questo tipo di neve, il sereno conta tantissimo permettendo di notte al fondo di ricompattarsi. È stato un lungo lavoro, che ha visto all'opera persone giorno e notte, ma le macchine hanno salvato l'appuntamento clou della stagione. Basta fare un giro tra gli sciatori, ad esempio alla stazione del Lago della Ninfa, per raccogliere un quadro di soddisfazione, pur con diverse sottolineature. «Le condizioni delle piste mi sembrano ottime – osserva Paolo Marini, da Bologna – di solito a quest'ora c'è la pappina, ma adesso no. Sì, mi sembra che con le macchine abbiano lavorato bene». «Si vede che mantengono le piste tutti i giorni - commenta Marta Gregori da Montespertoli, in provincia di Firenze – peccato solo che sia nevicato poco, sennò avrebbero aperto di più». «Sarebbe meglio con più neve, ma di fronte a un inverno così, c'è poco da fare» puntualizza Gregorio Lobriglio di Monsummano Terme (Pistoia). «Loro sono stati bravi, appena c'è stata la prima nevicata hanno cercato di aprire tutto il possibile. Io sono un affezionato del Cimone: per dieci anni ho affittato la casa qua, poi da due ho preso il camper. È un bel comprensorio, vicino casa». «Io vengo qui da nove anni – spiega Ferdinando Pracchia dai Bagni di Lucca – e credo che si sia fatto un buon lavoro anche quest'anno: hanno sparato tanto e anche il gattista è stato bravo. Con la voglia di scivolare che c'è, non ci possiamo lamentare». «Mi sembra che la pista sia buona, un po' ghiacciata forse in alcuni punti, ma promossa comunque» puntualizza Matteo Nicolosi, che da cinque anni viene sempre da Firenze. «L'ultima volta qua era stato 38 anni fa – ricorda Andrea Burnazzi da Ravenna – e fa una certa impressione. Si sono ingranditi molto e sono contento di portare qui mia figlia. Peccato solo che la navetta non fermi al bivio per il lago, sarebbe più comodo. Se investissimo di più sul turismo, saremmo i padroni del mondo». «Hanno fatto tanto anche con poca neve» sottolinea Giada Ferroni da Montevarchi (Arezzo). «È la prima volta che vengo qui ma l'impressione è molto buona, l'accoglienza è stata ottima». «Io per Capodanno ci sono sempre – chiosa Giovanni Maisto, da Bologna – e non sono mancato neanche stavolta. La neve non è molta, ma c'è il parco aperto e tante opportunità per i giovani: ci si diverte». Insomma, dove il meteo non arriva, ci pensa la passione.
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