Due ditte: «Sperimentazioni? Erano regolari»
Volcano e Svelte: «Per noi erano autorizzate». Cinque richieste di non luogo a procedere
Ieri nuova lunga giornata di difesa per la maxi-udienza preliminare sul caso di cardiologia condotta dal giudice Andrea Romito. Cinque le aziende biomedicali che hanno parlato tramite i loro difensori per chiedere ogni volta il “non luogo a procedere”. Una richiesta identica a tutti gli altri imputati, tranne la professoressa Maria Grazia Modena, che ha chiesto e ottenuto l’abbreviato: prima udienza il 9 febbraio.
Nell’udienza di ieri, l’avvocato Alessandro Sivelli ha difeso le ragioni di due aziende produttrici di apparecchiature per la cardiologia la Volcano, multinazionale da poco entrata nell’orbita degli interessi della Philips. In questo caso il difensore ha spiegato che l’apparecchiatura fornita al reparto di Emodinamica, diretto dal dottor Giuseppe Sangiorgi, era utilizzata nell’abito di una sperimentazione autorizzata dal Policlinico. Quanto la pagamento, ha detto Sivelli, è stato fatto con bonifico sul conto della onlus che faceva capo a Sangiorgi e al commercialista bolognese Sammali perché l’azienda credeva che i soldi dovessero passare di lì solo in transito per finire al Policlinico. Si parla di una somma di alcune migliaia di euro, come nel caso dell’altra azienda. È la Svelte, una start-up del New Jersey, Stati Uniti, che forniva uno stent a centro di un’altra sperimentazione considerata dal pm Marco Niccolini non autorizzata. Anche in questo caso la difesa ha sottolineato che esiste un contratto firmato e che il denaro (sempre alcune migliaia di euro) è stato versato sul conto della onlus sempre perché l’azienda non sapeva che lì si sarebbe fermato. Prossima udienza giovedì.
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