Le due idee che dividono il liceo Sigonio
In centro nella vecchia sede o nell’area di via Padre Candido: i “pro” e i “contro” delle scelte
Le scuole stanno per riprendere e sarà un gennaio caldo per quanto riguarda il futuro dell’istituto Sigonio.
La scuola è finita più volte al centro dell’attenzione per le condizioni fatiscenti in cui versa: il 15 novembre 2013 è crollato un pezzo di soffitto del diametro di 20 centimetri. Da allora, nei mesi successivi, si è assistito ad un altro cedimento del controsoffitto nel marzo scorso, e ad infiltrazioni d’acqua. A gennaio il dibattito su quali soluzioni adottare, vista la situazione del Sigonio, si riaccenderà.
Nel frattempo le due proposte al vaglio dell’amministrazione sono state esaminate da insegnanti e studenti nell’ultimo confronto del 19 dicembre e tra i primi sondaggi tra i presenti ha prevalso la riqualificazione della sede storica.
Il titolo del progetto presentato al Sigonio è diretto ed eloquente: “Due proposte per la ricollocazione dell’istituto magistrale statale Carlo Sigonio”. La prima è la proposta di recupero dell’ex sede di via Saragozza, 100. In questo caso, come evidenzia la planimetria presentata dall’elaborato, al piano terrà vengono ospitate 9 aule, al primo piano 10 aule e 3 laboratori, al secondo 21 aule e 2 laboratori. Nello spazio San Paolo, adiacente all’area verde e ricompreso tra le vie Caselle e Francesco Selmi vengono poi ospitati 4 laboratori. In totale questa soluzione prevede quindi 40 aule, 9 laboratori per un superficie totale in metri quadri di 2380, per le aule, e 505 per i laboratori. Calcolando 1,80 metri quadri per alunno, l’affluenza totale è di 1322. Gli spazi direzionali amministrativi, poi, avrebbero a disposizione 179 metri quadri, la biblioteca 161, gli spazi comuni-esposizioni 247, i servizi, locali tecnici e archivi 489, la palestra 457, l’aula magna 152, e per finire il bar, 46. Veniamo ai costi. Il quadro economico riassuntivo dell’intervento di recupero, con adeguamento sismico, impiantistico e funzionale ha un costo totale di 10.614.131 euro, Iva compresa al 10% coperti da un’ipotesi di cofinanziamento regionale per danni da sisma. La seconda proposta prevede, invece, una nuova costruzione nell’area compresa fra le vie Padre Candido e Raimondo Montecuccoli. Le aule previste sarebbero sempre 40, con una superficie netta per aula di 56 metri quadri, per una superficie totale di 2240 mq, ed un affluenza di 1244. I laboratori occupano uno spazio di 600 mq, la palestra e gli spogliatoi di 830, l’area cortiliva di 9300, e il lotto complessivo misura 14100 mq.
Venendo alle spese, costruire una sede nuova costa molto di più: 16.704.250 euro complessivi. Mettendo a confronto le tempistiche, pare più conveniente il recupero dell’ex sede storica. In questo caso, infatti, il progetto preliminare per il finanziamento regionale dovrebbe essere elaborato entro febbraio di quest’anno, il parere sul progetto preliminare è previsto per aprile, possibili richieste di integrazioni arriverebbero entro maggio e a settembre si dovrebbe stilare il progetto esecutivo. Si va a gara a gennaio 2016 per concludere i lavori entro maggio 2018. Nel caso della costruzione della nuova sede, il progetto preliminare è previsto a settembre 2015, l’aggiudicazione definitiva a fine dicembre, l’inizio dei lavori a gennaio 2016 e la fine a settembre 2019. «Ci è stata promessa una scuola nuova entro il 2018/2019 – confermano gli studenti – siamo molto scettici perché è ancora tutto da discutere».
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