Lega: «Profughi in arrivo» Giunta: «Sono qui da mesi»
Botta e risposta sulla presenza in città di rifugiati dell’operazione Mare Nostrum Menani: «Lo avete nascosto». Il sindaco: «No, i cittadini sono stati informati»
«Anche a Sassuolo ci sono gli stranieri dell'operazione Mare Nostrum». «Ci sono da luglio e se si nota solo ora vuole dire che tanto fastidio non danno». Botta e risposta a distanza fra il neo-segretario della Lega Nord di Sassuolo Menani e l'assessore ai servizi sociali Antonella Vivi. «Anche a Sassuolo – attacca Menani - è arrivato un gruppo di clandestini raccattati in mare dalle navi impegnate nell’operazione “Mare Nostrum”. In questi giorni il sottoscritto e alcuni militanti della Lega hanno notato nuove presenze e si è avuta l’impressione che nessuno sapesse. L’amministrazione comunale aveva il dovere di informare la cittadinanza dell’arrivo di queste persone e fornire rassicurazioni. Chi sono? Sono stati visitati da qualche medico e sono state effettuate le analisi per verificare se sono portatori di malattie? Siamo sicuri che in mezzo a loro non si nascondano delinquenti o terroristi?». Nella primavera scorsa sia Menani come vicesindaco che Luca Caselli come sindaco si opposero in Prefettura all'arrivo di altri profughi. «I nuovi arrivati sono gestiti da una cooperativa e le spese, 40 euro al giorno per ognuno di essi, sono coperte dallo Stato. Lo stesso trattamento non vale per gli italiani in difficoltà economica», conclude Menani. Gli ospiti, come precisa l'assessore Vivi, sono 21, provengono da Nigeria, Senegal, Mali e Costa d'Avorio «e hanno lo status di rifugiati, non clandestini come li definisce Menani. Sono stati visitati e vaccinati e tanto fastidio non danno se, da luglio, solo oggi Menani si accorge della loro presenza. Sono stati assegnati a Sassuolo dalla Prefettura, come fece quando Menani era vicesindaco. Non solo ne è stata data comunicazione: addirittura ho rilasciato interviste video per chiarire chi sono, quanti sono e da dove vengono. La Prefettura ha incaricato la ditta Kaleidos, che si è aggiudicata l’appalto, di reperire le sistemazioni: affitta appartamenti da cittadini privati, senza passare per gli uffici comunali ai quali viene solo data comunicazione». Sono alloggiati in via Pia e piazza Libertà. «Prima era il Comune, con la propria agenzia casa e i servizi sociali, a doversi occupare dei profughi, anticipando le spese che poi venivano rimborsate. Oggi il rapporto è tra Prefettura, Kaleidos e proprietari degli appartamenti: il Comune non anticipa denaro e non impiega assistenti sociali. Non escludo però che queste persone possano essere impiegate per lavori socialmente utili, di pulizia o volontariato: non appena avranno più dimestichezza con la lingua abbiamo in programma un incontro con Kaleidos».
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