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Milioni di figurine Panini falsificate: patteggiano in cinque

di Carlo Gregori
Milioni di figurine Panini falsificate: patteggiano in cinque

Due anni a un ex manager carpigiano, pene per tre editori e un distributore per edicole che avevano creato una rete

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Cinque patteggiamenti davanti al gup Eleonora Pirillo hanno chiuso il caso di un enorme giro di figurine Panini contraffatte: 5,3 milioni di pezzi della serie dei calciatori 2012-13 e, solo per la Spagna, la serie “Amici cucciolotti”. Una falsificazione che oltre a provocare in grave danno alla azienda di via Emilio Po (parte civile) “inquinavano” il mondo internazionale del collezionismo Panini. Le pene concordate riguardano innanzitutto S.G., 66enne di Gargallo di Carpi, ex manager ed ex responsabile per l’estero della Panini Spa: 2 anni di reclusione e 6mila euro di multa; 1 anno e 2 mesi più 1800 euro di multa per M.G., 48enne bolognese, rappresentante legale di una società di edizioni; 8 mesi e 4mila euro di multa per le bolognesi P.M e D.M., socie al 50% di una casa editrice di periodici; infine, 4 mesi e 4mila euro di multa per S.M., 54enne reggiano, distributore per le edicole. Per tutti pena sospesa.

L’indagine - seguita dalla guardia di finanza di Modena e coordinata dal procuratore Lucia Musti - aveva ricostruito l'intera filiera produttiva dei falsi - 5 milioni e 315mila figurine, quasi 3milioni di bustine e 2.890 scatole della collezione “Calciatori 2012-13”, nonché la spedizione in Spagna del marchio “Cucciolotti amici” per riprodurre le figurine. Erano stati così individuati tutti i partecipanti all’operazione di contraffazione: da chi ha fornito la materia prima alla società specializzata che si è occupata della scannerizzazione delle figurine, dall'impresa che ha stampato a quella che si è occupata del confezionamento, dall'azienda che ha curato il trasporto e lo stoccaggio all'uomo incaricato di individuare i potenziali clienti, ossia i distributori. La maggior parte delle operazioni è avvenuta tra Modena, Bologna e Reggio. Le “fiamme gialle” avevano sequestrato anche l’attrezzatura per falsificare: computer, scanner e stampanti. I prodotti contraffatti erano caratterizzati dal logo “Panini”, producendo un grave danno patrimoniale e di immagine.

Il valore delle figurine contraffatte sequestrato era stato quantificato in oltre 2,7 milioni di euro.

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