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l'appello

«Bonaccini, ferma le moschee»

Lega Nord al presidente della Regione: possibili luoghi di reclutamento jihadista

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Una risoluzione per chiedere alla giunta regionale di bloccare “finanziamenti ad associazioni islamiche” e di “effettuare, di concerto con gli enti locali e gli organi di polizia, una ricognizione di tutti i luoghi di culto o aggregazione riconducibili alla religione islamica presenti sul territorio” emiliano-romagnolo. A presentarla, all'indomani della strage nella sede del settimanale francese Charlie Hebdo, i nove consiglieri regionali della Lega Nord. “Stringiamo il cerchio attorno ai tagliagole - si legge in una nota - stop a finanziamenti e contributi pubblici a tutte le associazioni islamiche dell'Emilia-Romagna”. Associandosi al “cordoglio e solidarietà” al popolo francese, “espresso dalle massime cariche istituzionali della Regione Emilia-Romagna per il massacro brutale, violento e vile”, con la risoluzione gli esponenti del Carroccio puntano a impegnare la nuova giunta regionale al “blocco di ogni forma di aiuto pubblico o agevolazione” alle associazioni islamiche che, osservano, “in buona parte non hanno ancora condannato l'atroce esecuzione dei 12, ieri alla redazione di Charlie Hebdo”. Pertanto, viene sottolineato, i consiglieri leghisti chiedono che “sia effettuata una ricognizione di tutti i finanziamenti, contributi e patrocini concessi ad associazioni ed enti riconducibili alla religione islamica” e che i gruppi islamici siano oggetto di un “attento monitoraggio relativo a sicurezza e movimenti di denaro”. Inoltre, viene chiesto alla Giunta di “subordinare qualsiasi atto autorizzatorio in materia urbanistica alla presenza, all'interno dei rispettivi statuti delle associazioni islamiche, della tutela dei principi fondamentali di libertà d'espressione e di pensiero”. A giudizio degli esponenti della Lega Nord, secondo cui “già da anni proliferano nella nostra regione moschee e luoghi di culto islamici spesso mascherati da associazioni culturali o ricreative”, la Regione e gli enti locali “hanno forti responsabilità nella prevenzione del fenomeno terroristico e devono predisporre strumenti adeguati per contrastare il proliferare di moschee e luoghi di culto, potenziali ricettacoli di cellule jihadiste. L'omissione è una colpa: se Bonaccini sceglierà di non reagire all'attacco terroristico in corso in Europa sarà da ritenersi responsabile”.

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