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Fiaccole e matite in piazza per ricordare le vittime

Fiaccole e matite in piazza per ricordare le vittime

In oltre duecento al presidio sotto la Ghirlandina organizzato dai sindacati Tante le famiglie musulmane che hanno partecipato per dire no alla violenza

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Anche in piazza Torre fiaccole e matite contro l’attacco alla testata satirica “Charlie Hebdo”. Al presidio convocato nel tardo pomeriggio di ieri da Cgil, Cisl e Uil hanno subito risposto decine di associazioni – dall’Arci alla Casa per la Pace, da Libera alle associazioni islamiche: circa duecento persone, in gran parte di fede musulmana. E sono loro i veri “protagonisti”. Tengono a smarcarsi con nettezza, sottolineano che «l’attacco non è contro l’Occidente, ma contro tutta l’umanità.

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Siamo stati tutti colpiti». «Quando ho visto quelle immagini – spiega Idriss Bakari, vicepresidente della “Casa della Saggezza, Misericordia e Convivenza” – quel poliziotto, egli stesso musulmano, ucciso così barbaramente, non ho potuto che piangere». La condanna, ovviamente, è senza possibilità di appello. «Tutto il mondo islamico ha ovviamente preso le distanze. Stiamo parlando di una cosa atroce. Una vignetta contro una vita? Ma stiamo scherzando? Dio non dice questo, l’Islam non dice questo, la nostra è una religione di pace. In nome di chi stanno uccidendo?». Anche perché se il primo sentimento è stato di sgomento, ben presto è montata la rabbia. Perché, spiega ancora Bakari, «per colpa di due o tre bestie – mi è piaciuta la definizione di Alfano, anche se questi sono forse peggio delle bestie – ci rimetteranno gli oltre 6 milioni di musulmani che risiedono in Francia».

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La paura, infatti, è che l’attacco possa risvegliare l’islamofoia del continente. Anche se, continua il vicepresidente dell’associazione, «a Modena siamo tranquilli». Del resto, «la nostra comunità porta un messaggio di pace. I nostri sermoni sono contro la violenza». È anche per questo che hanno portato i figli in piazza, ieri sera, «perché è fondamentale far passare questo tipo di pensiero».

Sotto la Ghirlandina, ad osservare il minuto di raccoglimento in memoria delle vittime, anche tanti volti noti della politica modenese. A partire dal sindaco, Gian Carlo Muzzarelli: «Oggi è importantissimo scendere in piazza per ribadire i concetti fondamentali della democrazia e della libertà di stampa». Già a mezzogiorno il primo cittadino aveva invitato i dipendenti comunali ad osservare un minuto di silenzio in ricordo della strage. «Non deve passare un messaggio di morte. Dobbiamo trovare le condizioni perché ci si capisca ancora di più e si trovino gli spazi per una comunità responsabile».

Di principi parla anche Cécile Kyenge, europarlamentare Pd, che spiega come sia necessario ritornare alla solidarietà, alla fratellanza, all’accoglienza e al rispetto verso l’altro. «Se non abbiamo chiari questi valori rischiamo di confondere il nostro nemico con qualcosa di diverso. Non identifichiamo queste violenze con una religione». Sulle stesse corde anche i rappresentati dei sindacati, dai quali è partito il tam tam che ha portato alla fiaccolata, organizzata, spiegano, sull’«onda emotiva» per quello che la Uil definisce come «un fatto di una gravità inaudita». Claudio Riso, della Cgil, parla apertamente di «rischio di deriva xenofoba e islamofobica».

Marcello Radighieri

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