Gazzetta di Modena

Modena

modenantiquaria

I big dell’antiquariato tornano a Modena

di Stefano Luppi
I big dell’antiquariato tornano a Modena

Rilancio in grande stile con presentazione a Milano per la rassegna in programma dal 14 febbraio. Sinergia con l’Estense

3 MINUTI DI LETTURA





MILANO. «All'importante biennale d'antiquariato di Firenze si va per ammirare le opere, visti gli altissimi prezzi, mentre a Modenantiquaria si va per acquistare. Del resto l'Autosole è una arteria di mostre d'antiquariato visto che sono presenti a Milano, Parma, Modena, Bologna fino alla Toscana con Arezzo e appunto Firenze». Ha usato questi argomenti ieri il volto tv Philippe Daverio nel presentare, in centro a Milano, l'edizione di Modenantiquaria, composta anche da Excelsior sull'800 e Petra per l'arredo da esterni, che si terrà nei padiglioni della Fiera di Modena dal 14 al 22 febbraio. Edizione numero 29, molto importante perché l'evento rappresenta un rilancio della manifestazione in sinergia con altre note realtà culturali cittadine come la Galleria Estense - una mostra in fiera "lancerà" la riapertura del 29 maggio - e i musei Ferrari di Modena e Maranello.

La prossima edizione in corso di preparazione vedrà il ritorno a Modena, dopo anni, di antiquari internazionali come Orsi, Moretti, Savoia tra i tanti che negli ultimi anni avevano preferito disertare la manifestazione facendo inevitabilmente calare la qualità generale dell'evento. Ma la Fiera, tra i cui soci ci sono tutti gli enti pubblici del territorio, ha deciso di invertire la rotta con grande coraggio e dopo avere acquisito direttamente il marchio ha rilanciato l'evento che l'anno scorso ha avuto 35mila presenze. Per questi motivi Daverio ha spiegato che «Modena nel panorama dell'arte è a metà strada tra il pop di Mercanteinfiera di Parma e l'alta qualità di Firenze. Sotto la Ghirlandina però i prezzi non sono esagerati e appunto si possono fare acquisti importanti». L'amministratore delegato della Fiera Paolo Fantuzzi dà informazioni sui motivi per cui è nata la manifestazione in attesa della trentesima edizione del 2016: «Dopo 28 anni di collaborazione di Studio Lobo l'ente e dunque il territorio hanno accettato la grande sfida organizzativa con lo scopo di tenere alta l'eccellenza e per questo abbiamo stretto sinergie importanti tra cui quello con la galleria Estense che ci fornisce come prestigiosissimo marchio il busto di Francesco I del Bernini. La collaborazione con l'Estense prevede una grande mostra, curata dal soprintendente Stefano Casciu nei giorni di Modenantiquaria: non sarà ovviamente portato il fiera il busto di Bernini, troppo fragile, mentre ci saranno molte altre opere a comporre la rassegna dal titolo "La vertigine del collezionismo. Tesori nascosti dalla Galleria Estense».

Spiega Casciu: «La mostra collaterale è composta da una campionatura della wunderkammer rappresentata dall'Estense e ci saranno 30 oggetti tra quadri, sculture, pietre dure, bronzi, terracotte, disegni, reperti archeologici, vetri, avori, strumenti scientifici e maioliche». Ma l'evento delle prossime settimane è importante perché per la prima volta è sostenuto da tutte le associazioni di settore che rappresentano il mondo dell'antiquariato.

«Da quando c'è Modenantiquaria - spiega Pietro Cantore, presidente degli antiquari modenesi e anima della manifestazione - i visitatori in totale sono stati un milione in 29 edizioni. Ora però il mercato e le mostre di antiquariato sono cambiate e per sostenere il momento complicato ci vuole la forza di tutti». «Ci sono indubbie difficoltà nel mercato - spiega Carlo Teardo, presidente federazione italiana mercanti d'Italia - e per questo stiamo predisponendo un vetting di analisi dei lavori esposti. Inoltre le leggi sulla notifica delle opere in vendita dovrebbe riportare l'Italia in Europa: oggi non è così».

Grosso problema quest'ultimo per gli antiquari: oggi chi vende in Italia anche oggetti antichi di poco conto e poco prezzo deve pazientare 60 giorni per sapere se lo Stato intenda notificare l'opera impedendone così la vendita all'estero. «Per il 2016 - spiega Fantuzzi - stiamo lavorando molto su questo fronte, non semplice, visto che l'ufficio notifica per Modena è a Bologna». Conclude Carlo Orsi, presidente dell'associazione antiquari d'Italia: «Per la prima volta siamo ente patrocinatore, dopo il patrocinio della Biennale di Firenze. Penso che l'unione faccia la forza, per questo abbiamo finanziato il restauro dei quattro bronzi allegorici di Bertos, raffiguranti le quattro stagioni conservate all'Estense».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google