Isee, una rivoluzione per il redditometro di oltre 5000 famiglie
Nuovi parametri per alloggi Erp, scuole, disabili, sostegno L’assessore Urbelli: «Faremo tutto per essere più equi»
Un migliaio di richieste per gli alloggi Erp, circa duemila nuclei familiari che chiedono un sostegno per il pagamento delle bollette, contributi al mantenimento per altre 1200. E se a queste aggiungiamo coloro che hanno rapporti con gli uffici del Comune in materia di disabilità, anziani, minori e scuola arriviamo a cinquemila famiglie. Sono loro, le prime, a dover fare i conti con i nuovi parametri Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, lo strumento per valutare chi richiede prestazioni sociali agevolate.
La riforma è entrata in vigore col nuovo anno e troverà la sua applicabilità definitiva nei prossimi mesi, quando verranno stesi i regolamenti. Per i modenesi nessuna corsa a moduli da compilare: «Il Comune - spiega l’assessore al welfare Giuliana Urbelli - garantirà a tutti la coesistenze delle due graduatorie Isee fino a quando una non escluderà l’altra con i nuovi provvedimenti che l’amministrazione metterà in campo. ma sarà un passaggio graduale che non metterà in difficoltà nessuno e soprattutto non farà disparità. L’obiettivo del nuovo Isee, assai migliorativo, e delle nostre politiche è proprio quello di cambiare in meglio e con maggiore equità».
Nessun panico, quindi. La prima scadenza ufficiale sarà quella del 31 marzo, con il nuovo bando per gli alloggi Erp: «Ma chi ha già fatto richiesta nei tempi e nei modi previsti dal Comune, secondo le graduatorie, sarà garantito».
L’assessore Urbelli continua sottolineando proprio l’attenzione ad un numero sempre più alto di famiglie: «Cercheremo di promuovere nuovi regolamenti, andremo anche oltre la differenziazione per scaglioni, cercando di arrivare a personalizzare le quote a carico dell’utenza secondo una logica di vera equità. Il grande lavoro svolto a Roma anche da Maria Cecilia Guerra arriva alle amministrazioni locali che dovranno adattare lo scenario già esistente, ma si tratterà si un miglioramento per tutti coloro che per diversi motivi devono confrontarsi con questa realtà, come nel caso della disabilità, sulla quale, mi sento di dire, c’è stato un impegno doveroso».
L'impalcatura dell'indicatore resta la stessa: la scala di equivalenza è invariata, così come l'operazione di calcolo. Quel che cambia è il numero di Isee disponibili "calcolati in funzione della specificità delle situazioni" più vicini alle caratteristiche di chi richiede la prestazione. Viene introdotto il concetto di nucleo familiare ristretto - composto da benificiario, coniuge e figli (se presenti) - dichiarabile nei casi di borse di dottorato o prestazioni socio-sanitarie, anche in presenza di altri parenti conviventi.
L’Isee standard o ordinario resta la chiave d'accesso universale alle “prestazioni sociali agevolate”, la cui erogazione dipende appunto dalla situazione economica del nucleo familiare del richiedente.
Con l’Isee università per avere accesso alle agevolazioni bisogna individuare la famiglia di provenienza del beneficiario, indipendentemente dalla sua residenza anagrafica. In questo caso lo studente è calcolato nel nucleo originale soltanto per le prestazioni universitarie. Secondo la circolare dell'Inps l'universitario è da considerare parte del nucleo a meno che non si dimostri la sua autonomia attraverso due requisiti: residenza da almeno due anni fuori casa e presenza di un'adeguata capacità di reddito.
Con l’Isee sociosanitario viene introdotto il nucleo ristretto per accedere alle prestazioni. Le persone disabili o non autosufficienti non coniugate e senza figli che vorranno usufruire dell'assistenza domiciliare, ad esempio, potranno concorrere da sole al calcolo dell'Isee.
«Ma non ci sarà solo l’Isee - promette in chiusura Urbelli - e i nostri regolamenti faranno in modo di ridurre ulteriormente le disuguaglianze».
@dvdberti
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