Lega Nord, commissario al lavoro
Fabio Ferrari: incontrerò tutti, dai segretari alla base. «L’estromissione di Ghelfi? Non aveva tempo»
Si chiama Fabio Ferrari, ha 52 anni, è un imprenditore nel settore della cosmetica, è collaboratore parlamentare dal 1995, ha iniziato a militare nel Carroccio dall’anno prima, 1995, e tra le sue amicizie più care c’era quella con Mauro Manfredini, recentemente scomparso.
Questo l’identikit del commissario che avrà il compito di riportare ordine nel Carroccio. Fabio Ferrari è stato nominato dal direttivo nazionale della Lega Nord che, come anticipato ieri dalla Gazzetta, mercoledì in tarda serata ha sancito il commissariamento del partito a livello provinciale. Alla sostituzione, in poche parole, dell’attuale segretario provinciale Riad Ghelfi.
Ferrari conosce bene Modena: ha un’azienda in via Jugoslavia in città. Ma questo imprenditore è noto anche per un episodio di cronaca nera: nel 1995 subì un sequestro nella sua abitazione di Scandiano.
«Devo capire innanzitutto com’è la situazione a Modena – spiega Ferrari – ma diverse cose mi legano a questa città: dall’amicizia con Mauro Manfredini, alla mia attività aziendale. Per il momento la mia agenda prevede incontri con i vari segretari delle sezioni e la militanza. La mia intenzione è quella di capire da chi vive quotidianamente il movimento quali sono le problematiche e, di conseguenza, le possibili soluzioni da portare tutti insieme. Sono in Lega dal 1995, collaboratore parlamentare dal 1996, sono stato capogruppo fino allo scorso anno del Carroccio nel mio Comune, Scandiano. Se mi aspettavo di diventare commissario? Questa notizia mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno alle 23 di mercoledì» conclude Ferrari.
Commissariamento confermato anche da Fabio Rainieri, segretario della Lega Emilia, il quale mercoledì sera ha presieduto il direttivo: «Riad non ha più tempo per fare il segretario», afferma Rainieri, smorzando i toni di chi vorrebbe far notare che questo commissariamento è la punta dell’iceberg delle divisioni e dei veleni che da anni regnano nella Lega modenese. «Fortunatamente per lui, la sua attività commerciale gli porta via la maggior parte del tempo. Dico fortunatamente, perché Riad abita in un comune gravemente colpito dal sisma con le conseguenze che tutti sappiamo».
Qualcosa che non è andato bene nella gestione di Ghelfi ci sarà se lo sostituite…
«Questioni di tipo burocratico, che hanno a che fare, ad esempio con il tesseramento, che Riad, proprio per mancanza di tempo non poteva seguire al meglio. Ma non si tratta di un commissariamento punitivo. Durante il direttivo, tutti hanno votato a favore della scelta del commissariamento, ad eccezione di Bettuzzi. Ma lo trovo un gesto logico: Bettuzzi è di Modena…».
Il consigliere regionale Stefano Bargi, eletto durante le scorse regionali, si dice «dispiaciuto che questo trambusto arrivi adesso che si deve iniziare a lavorare, ma sono fiducioso che si tratterà di una breve fase di transizione. Una segreteria attiva ormai da sette anni, del resto, non è più adatta, forse è un po’ scarica nel seguire l’evolversi degli eventi, dal declino subito dal partito a seguito degli scandali della famiglia Bossi, fino all’arrivo di Salvini, passando per la fase intermedia di Maroni» conclude Bargi.
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