Ballotta (Cisl): «Modena deve attirare investimenti»
«Tante vertenze difficili, ma vogliamo lanciare proposte organiche a imprese e istituzioni per tutelare l’occupazione»
«Diventa sempre più necessario mantenere Modena un’area attrattiva per nuovi investimenti produttivi e per riuscire a salvaguardare realtà storiche in questo territorio».
Parole di William Ballotta, segretario del sindacato Cisl di Modena, sulle prospettive del lavoro nel 2015 che è appena iniziato. Un quadro a tinte fosche e le tre organizzazioni sindacali, Cgil - Cisl - Uil modenesi, stanno già pensando a un nuovo tavolo con le istituzioni e le associazioni di categoria per presentare una serie di proposte concrete a favore del territorio, sulla falsariga di quanto già fatto con il Patto territoriale per il lavoro siglato con l'amministrazione comunale della città. Perchè di una spinta c’è bisogno.
«Le vertenze sindacali aperte – dice William Ballotta – sono ancora tante. E tutte imprevedibili, perché legate all'andamento della crisi. Per questo stiamo ragionando su una serie di proposte organiche che possano servire a mantenere la provincia modenese attrattiva per le imprese. E questo anche rispetto a singoli casi. Solo per fare un esempio, si pensi al caso Maserati e alla necessità di conservare sul nostro territorio la produzione».
Il caso Maserati è emblematico. Sono anni che le preoccupazioni per la continuità produttiva e occupazionale affollano i pensieri di lavoratori e sindacalisti. Da quando il polo del lusso Maserati è stato trasferito a Torino, dove ora vengono prodotte Ghibli e la nuova Quattroporte, i timori sono saliti. Alla Maserati di viale Ciro Menotti si producono l'Alfa 4C e i vecchi modelli. Ma quando questi andranno ad esaurimento? Una domanda che ancora attende una risposta concreta da parte della direzione aziendale.
Ma le vertenze aperte sono numerose su tutto il territorio. Tra le più recenti la BevService di Campogalliano, che ha annunciato la chiusura dello stabilimento e 110 licenziamenti (55 dipendenti tra uffici e officina della sede di Campogalliano, altri 55 tecnici esterni) che in mancanza di accordo sarebbero effettivi a partire da metà gennaio. I sindacati avevano avanzato una serie di proposte per il mantenimento di una struttura produttiva anche più leggera, il mantenimento in capo a BevService dell’assistenza tecnica esterna, e la mobilità volontaria incentivata. Proposte a cui però l’azienda non ha dato risposta. E ancora: si pensi alla Siderurgica Modena, un’azienda – denuncia la parte sindacale – apparentemente sana, che improvvisamente ha deciso di presentare al Tribunale di Modena una richiesta di concordato preventivo in bianco, che ha persino portato i lavoratori a occupare l'ingresso della fabbrica. I casi sarebbero numerosi da raccontare. Secondo Ballotta occorre puntare su alcune priorità, che riguardano tutta Italia ma che non devono necessariamente essere realizzate aspettando i provvedimenti governativi. Tra queste la formazione professionale, il collegamento scuola-lavoro e l'investimento sui giovani, anche con l'utilizzo di strumenti a oggi poco utilizzati come il contratto di apprendistato. E se è vero che le associazioni parlano di un timido segno più per quanto riguarda l'occupazione, è anche vero che non sarà sufficiente a sfoltire le file dei disoccupati in tutta la provincia. «Siamo lieti – conclude Ballotta – che non si parli di segni meno ma non sarà questo a risolvere le problematiche che ora attanagliano l'economia modenese. C'è bisogno di attivare percorsi che non dovranno dipendere solo dalle scelte romane».
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