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Rovereto è sotto assedio «I ladri colpiscono tutti»

di Serena Arbizzi
Rovereto è sotto assedio «I ladri colpiscono tutti»

Cittadini e commercianti ormai esasperati: «Vogliamo essere più tutelati» C’è chi ha subito tre furti in un anno e ora dorme nel bar per paura dei banditi

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NOVI. Cittadini e commercianti di Rovereto chiedono una maggiore sicurezza dopo i furti che negli ultimi mesi ha colpito diversi di loro. E c’è già chi medita di scrivere una lettera al Comune per domandare una maggiore protezione. In particolare, i roveretani chiedono che sia ripristinata la telecamera su via Chiesa, che secondo quanto riferiscono i cittadini è rotta dal terremoto, e più pattuglie per vigilare sulla sicurezza di abitanti ed esercenti. Il sospetto di residenti e commercianti è che i furti siano compiuti dai nomadi dei campi vicini alla frazione.

Prima di Natale, i ladri sono entrati in azione al forno Panzani, all’ingresso del paese, dove hanno rotto la vetrata, puntando al registratore di cassa, ma è solo uno dei tanti episodi di criminalità. «Mi sono trovato i ladri dietro le spalle, mentre cercavo di entrare in casa e sono venuti anche qui in negozio - commenta Eber Pizzetti, gioielliere che dopo il sisma si è trasferito in un container su via Chiesa e residente in via Ciro Menotti - ormai diversi negozi sono stati “visitati” dai malviventi e le abitazioni non fanno certo eccezione. Per questo, insieme all’associazione di categoria che mi rappresenta e con altri commercianti, abbiamo deciso di scrivere una lettera al Comune per richiedere principalmente due cose. La prima: che aggiustino la telecamera su via Chiesa. Non abbiamo notizie che dopo il terremoto sia stata ripristinata. Poi, chiediamo che vengano più pattuglie delle forze dell’ordine».

Sottolinea con vigore il problema della criminalità anche il macellaio Paolo Ghidoni, il quale, dopo il sisma, ha riaperto in via Chiesa. «Ci hanno costretti ad installare antifurti e a stipulare assicurazioni contro i furti - dice Ghidoni - sappiamo che sono i soliti delinquenti ad entrare in azione e chiediamo di essere difesi dea questi continui attacchi, altrimenti ci sentiremo abbandonati».

Evidenzia il problema di diversi edifici inagibili, invece, Flavio Baraldi, residente in via Boccaccio. «Ci sono parecchi stabili abbandonati nelle periferie a ridosso del paese: una manna per gli sciacalli che praticano atti di vandalismo e rubano quel poco che c’è».

È affranta Erica Huang, titolare insieme al marito del bar Centrale di via Chiesa. «Qui sono venuti almeno tre volte - ricorda - e mio marito ora dorme al bar per paura che tornino. Nell’ultima occasione ci hanno sfondato la vetrata con un camion per rubare poco o nulla. Sono più elevati i danni del bottino. Ormai l’assicurazione non ci vuole più rinnovare il contratto perché tre furti in un anno sono tanti».. Parla di frazione bersagliata anche Adele Sposito, insieme a Giulia Miola, del Cafè Noir. «Questa zona è particolarmente presa di mira - commenta - e qualsiasi azione a nostro favore si possa fare, la metteremo in pratica: dalla lettera al Comune ad un eventuale raccolta firme per ottenere maggiore sicurezza. Ormai gli episodi di vandalismo e i furti hanno toccato livelli insopportabili».

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