Un milione per l’assistenza degli anziani
Stanziati oltre 946mila euro per proseguire, fino al prossimo 30 giugno, l’accoglienza di persone anziane e disabili non autosufficienti presso strutture residenziali. Le risorse e l’autorizzazione...
Stanziati oltre 946mila euro per proseguire, fino al prossimo 30 giugno, l’accoglienza di persone anziane e disabili non autosufficienti presso strutture residenziali. Le risorse e l’autorizzazione agli enti a proseguire nell’attività sono contenute nell’ordinanza (la numero 1 del 7 gennaio 2015), la prima firmata da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla Ricostruzione.
«Un altro passo in avanti nella direzione di sostenere le popolazioni colpite dal terremoto, in particolare le persone più deboli. Queste azioni - ha sottolineato il Commissario delegato alla ricostruzione Bonaccini - si affiancano al percorso di ricostruzione: fino a che non avremo sistemato l’ultimo mattone, l’ultima famiglia e l’ultima impresa il nostro lavoro proseguirà senza sosta. Entro la fine del mese di gennaio, la Giunta si riunirà nelle zone colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Non sarà solo un appuntamento simbolico, ma anche l’occasione per incontrare tutti i sindaci».
Il provvedimento riguarda la previsione (dal 1 gennaio al 30 giugno 2015) degli oneri di natura socio-sanitaria - esattamente 946mila e 90 euro - correlati all’accoglienza di persone anziane e disabili non autosufficienti o fragili presso strutture residenziali e l’autorizzazione agli enti attuatori ad operare la prosecuzione degli interventi realizzati in strutture dei Comuni di Carpi, Novi di Modena Sant’Agostino e Cento (Fe) e l’Unione dell’Area Nord.
L’ordinanza fa seguito ad un atto che prevede la sospensione per gli sfollati del ticket sanitario nei prossimi sei mesi. Un provvedimento accolto con favore nella Bassa, ma che si sta scontrando con la burocrazia. Perché, denunciano alcuni terremotati, recandosi agli sportelli dell’Ausl per domandare l’esenzione, ci si trova di fronte alla richiesta di esibire i documenti che attestino lo status tuttora in corso di sfollati. «È la dimostrazione di come non vi sia alcun interfaccia tra gli atti elaborati dal Comune di residenza e i database dell’Ausl. Tutto ciò comporta ulteriori perdite di tempo e dimostra come prosegue la strategia che mira a svilirci».
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