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Un nuovo Sigonio in via Saragozza, ma si torna dal sindaco

Un nuovo Sigonio in via Saragozza, ma si torna dal sindaco

Consiglio d’Istituto fiume per una scelta non condivisa, ma votata a schiacciante maggioranza. Una delegazione si chiarirà con Muzzarelli

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«È stata una decisione presa con la testa». Così ieri sera Andrea Salvioli Bonetti, presidente del Consiglio d’istituto, ha commentato così la riunione sul futuro del liceo Sigonio.  La parola “testa” lasciava pendere l’ago della bilancia a favore della soluzione della nuova sede in via Padre Candido. Era stata la preside, infatti Roberta Pinelli, a esortare a scegliere tra sentimento e bisogni, tra passato e futuro, nel corso di un’assemblea tenutasi il 19 dicembre. Allora non aveva espresso la sua posizione, come ha fatto invece nella votazione di ieri. E ieri sera invece non all'unanimità ma a maggioranza schiacciante (14 a 2) ha prevalso la scelta di tornare in via Saragozza a patto però che siano rispettate una serie di prescrizioni indicate in un verbale che a breve sarà recapitato al sindaco.

Un intervento a porte chiuse - come nelle questioni di Stato più importanti - e una decisione non unanime quella di ieri. «Abbiamo discusso tanto nei giorni scorsi - ha ripreso Salvioli Bonetti - e siamo giunti a una decisione, rivedendo progetti, costi e tempi. Abbiamo apprezzato la disponibilità del sindaco. Quando è stato necessario è sempre stato disponibile. Ci confronteremo con lui».

Per prendere una decisione ultima serve infatti un ultimo chiarimento con il sindaco.

Ma la «spaccatura» nella scuola c’è tutta. Un termine più volte ripetuto dai diversi attori che ogni giorno si ritrovano sotto lo stesso tetto in via del Lancillotto. Studenti, professori e rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario che volentieri avrebbero evitato una scelta che ha più il sapore dell’onere e meno dell’onore.

Una decisione che, peraltro, non riguarderà molti di loro. Alcuni docenti saranno in pensione quando i lavori saranno finiti, gli studenti più “anziani” diplomati (senza incidenti di percorso). «Non voglio votare - si è sfogata un’insegnante prima di rientrare in Consiglio - sarebbe stato meglio se ci avessero detto: “abbiamo scelto questo” oppure “ci dispiace per il progetto A, ma porteremo avanti il B”. Invece così ci siamo spaccati tra di noi».

La riunione è iniziata alle 17.48. Salvioli Bonetti è stato tra i primi ad arrivare, alle 17.05. Con sé aveva i progetti di via Padre Candido e via Saragozza. Il presidente rappresenta anche la voce dei genitori. Papà e mamme che hanno indicato via mail le loro preferenze, denotando tre elementi: democrazia, (poca) partecipazione e due fronti separati. Hanno partecipato al referendum una decina di genitori, con un sostanziale equilibrio.

Una parità che è rimasta immutata anche nelle rilevazioni fatte tra docenti e personale Ata, mentre più netta è apparsa la posizione degli studenti. Un sondaggio fatto nelle diverse classi, infatti, ha visto 311 crocette a favore di via Saragozza e 217 per la scuola nuova. Preferenze che non sono equivalenti a voti espressi in sede di Consiglio, dove le decisioni sono adottate secondo la coscienza di ciascuno. O almeno così dovrebbero essere. «Come dobbiamo votare?», si chiedevano tre insegnanti prima della riunione.

Molti volti erano tesi, ma determinati a stemperare la tensione con qualche sorriso. Nessun commento ufficiale dei sedici partecipanti, presidente a parte, sia durante le pause sia al termine della riunione, alle 20.08. Qualcuno ha sollevato dubbi sul peso che l’amministrazione darà alla decisione.

«Abbiamo molta fiducia in Muzzarelli», ha replicato a distanza Salvioli Bonetti, tentando di fugare il campo da dubbi. Interrogativi per lo più riguardanti la possibilità offerta dal sindaco il 7 dicembre. Fino ad allora, infatti, l’unica alternativa possibile per il Sigonio del futuro era la costruzione della nuova sede in via Padre Candido. L’ipotesi del ritorno in via Saragozza era stata smentita dallo stesso sindaco sia il 9 maggio in campagna elettorale sia il 15 settembre, il giorno in cui gli studenti sono tornati tra i banchi. La scuola è stata centrale per progetti educativi, come la Festa dell’Europa il 9 maggio (con alcuni studenti turchi), e letterari. Dall’altra parte della medaglia ci sono stati anche episodi di cronaca meno piacevoli, come cedimenti del tetto e infiltrazioni dal soffitto. Stabilita la nuova sede, l’augurio che il liceo Sigonio sia ricordato per gli uni e non per gli altri.

Gabriele Farina

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