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Antonia, una nuova strada per la Sinistra modenese

di Marcello Radighieri
Antonia, una nuova strada per la Sinistra modenese

Debutto pubblico ieri sera per la nuova associazione che nasce all’interno del Pd Trande: «Un modo per far partecipare la gente alla politica, non è una corrente»

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MODENA. «Ridefinire il senso dell’“essere di sinistra”». È un obiettivo ambizioso, quello dichiarato dalla neonata associazione “Antonia”. Elaborare, cioè, un concetto di sinistra moderno, adatto al 21esimo secolo – e quindi democratico, europeo e progressista – ma che, al tempo stesso, non rinneghi le proprie radici. Un luogo d’incontro aperto alle diverse sensibilità che nel nome si ispira ad Antonio Gramsci, considerato un “nonno spirituale”. È un concetto semplice e al tempo stesso complesso, quello che Francesca De Rienzo prova a riassumere.

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Tenta di spiegare in poche parole gli obiettivi della neonata associazione, che proprio ieri sera ha tenuto il suo “battesimo”, la sua prima uscita pubblica, con un incontro su legge elettorale e riforme costituzionali organizzato presso la Camera di Commercio. Tiene assieme i diversi aspetti, le diverse finalità perseguite dalle decine di modenesi che hanno scelto di credere in questo nuovo progetto culturale. Sfaccettature che, tutto sommato, contengono un’unica domanda, tra le più complesse nello scenario politico nostrano: l’elaborazione di una sinistra moderna che non sia, al tempo stesso, “snaturata”. Una sinistra – spiega Paolo Trande, altra anima dell’associazione - «rinnovata, aperta, alla ricerca di risposte». L’idea covava da tempo.

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«Abbiamo iniziato un percorso di discussione già all’indomani delle primarie regionali del Pd». Una fase fortemente critica per l’ambiente Democratico, soprattutto per la formazione delle liste elettorali. Il risultato impressionante delle elezioni di fine novembre, con l’astensionismo che tocca livelli record, ha poi fatto il resto. «Abbiamo deciso di dare voce ad un malcontento che, nel nostro ambiente, covava da tempo. E, per il momento, abbiamo avuto un buon riscontro». Decine e decine di contatti e interessamenti, per un’associazione che, ufficialmente, è nata da pochissimo – la notizia è stata diffusa apertamente a fine dicembre. «Gli accessi al nostro sito sono in continua crescita – spiega Ivan Sciapeconi, altro membro del gruppo – e in appena 3 giorni la pagina Facebook ha collezionato oltre 500 “mi piace”». Tanto che voci di corridoio parlano di un Pd “preoccupato”. Il timore è che si possa formare una nuova corrente, “a sinistra”, in opposizione a Renzi ma anche alla governance locale. Da parte loro, i membri di “Antonia” negano con forza. Trande è a dir poco categorico. «No, assolutamente no. Non c’è nessuna voglia di fare un’operazione di questo tipo».

Se l’obiettivo fosse stato quello, continua, ci saremmo semplicemente accodati a una delle tante “aree” interne al partito. Ma lo scopo è un altro: e cioè, «studio, confronto, analisi e ricerca». «Penso che Antonia farà bene al Pd, e alla sinistra in generale. Non c’è nulla da temere da questa iniziativa; anzi, diventerà un luogo in cui tutti potranno confrontarsi». Perché, fa eco la De Rienzo, il tentativo è anche quello di incentivare la partecipazione politica. «Fornire – aggiunge – gli strumenti culturali e politici necessari per un impegno civico e plurale». D’altronde, «se siamo arrivati qui è anche a causa della crisi dei partiti, organi che ormai non rappresentato adeguatamente la gente». Proprio partendo da questo sfasamento tra politica e cittadini, ritenuto particolarmente acuto a sinistra, Sciapeconi spiega che la nascita dell’associazione risponde anche all’obiettivo di «porre al centro del dibattito politico alcune questioni che la sinistra dei partiti fa fatica a cogliere». «Secondo me è giusto che il Pd si preoccupi. L’interessamento nei nostri confronti è dato dal fatto che il partito ha lasciato scoperto un’area di rappresentanza politica».

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