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Caritas, nell’ultimo anno assistite 28mila persone

di Enrico Vincenzi
Caritas, nell’ultimo anno assistite 28mila persone

Vignola. Carlo Vezzali, responsabile della struttura parrocchiale di Brodano: «Distribuiamo fino a 2 tonnellate di cibo la settimana. La povertà è emergenza»

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VIGNOLA. «Faccio il volontario dal 2001», dice Carlo Vezzali responsabile del punto Caritas della parrocchia di Brodano. Quattordici anni in cui il panorama sociale dell'Italia e della città di Vignola è cambiato parecchio; in particolare, la comparsa della crisi negli ultimi anni ha portato a un aumento della povertà. Anche la sede della Caritas è cambiata, per far meglio fronte alle richieste degli assistiti: «All'inizio eravamo in un garage, poi, dal gennaio scorso, siamo in una struttura più consona», dice Vezzali. Nell'ultimo anno a rivolgersi alla Caritas sono state 8.025 famiglie, per un totale di 28.176 individui assistiti. «Diamo via fino a due tonnellate di cibo la settimana» dichiara Vezzali. «Ci riforniamo dall'Agea, che distribuisce agli enti caritatevoli del cibo in eccesso. Ora l'Agea non è più europea ma nazionale ed effettua maggiori controlli sulla destinazione dei prodotti; per questo, dall’1 gennaio, per ricevere assistenza Caritas è necessario mostrare una copia dell'Isee dell'anno prima, oltre allo stato di famiglia. Nell'ultimo mese si sono rivolte a noi circa 160 famiglie, delle quali 90 italiane e 70 di origine straniera. Le famiglie straniere, però, sono più numerose, mentre quelle italiane sono più ristrette e spesso si tratta di anziani che vivono soli; di fatto, quindi, il numero di stranieri assistiti è lievemente maggiore di quello di italiani». Negli ultimi tempi, però, le famiglie che si rivolgono allo sportello Caritas di Brodano sono diminuite, purtroppo non per il miglioramento delle condizioni: «Da settembre, almeno dodici famiglie, circa cento individui, sono tornate nei luoghi d'origine, chi nel Meridione e chi all'estero. Si tratta di persone che hanno perso il proprio posto di lavoro qui, e non potendo sostentarsi preferiscono tornare dai parenti». Coloro che vivono ancora in territorio vignolese presentano condizioni anche molto diverse tra loro: «Ci sono quelli che si trovano in difficoltà momentanea e vengono a chiedere aiuti economici - spiega Vezzali - per esempio chi ha dovuto sostenere spese improvvise e non può pagare le bollette; c’è chi fatica ad arrivare a fine mese e si rivolge al nostro sportello; tra i nuovi poveri ci sono i separati, o gli anziani che devono usare la pensione per pagare la badante e non possono fare la spesa». Molto spesso, sono gli assistenti sociali a segnalare alla Caritas le persone da aiutare; queste non sempre si rivolgono all'ente di propria sponte: «Spesso, farsi assistere è considerato umiliante - dice Vezzali - perché magari un pensionato ha lavorato tutta una vita per mettere da parte qualcosa e quando vede che non ce la fa la prende come una sconfitta. A volte poi, anche se il caso ci è stato segnalato, sono i parenti stessi a dirci di non venire, perché intendono farsene carico loro. Non sempre sono situazioni facili». Gli anziani sono anche coloro che danno il principale contributo di volontariato: «I volontari, una ventina, sono quasi tutti anziani, perché i giovani lavorano e spesso gli orari si sovrappongono».

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