Castelfranco, la Lega: «Troppa leggerezza nell’ok alla moschea»
In città tiene banco il tema del centro islamico da 900 mq Il Carroccio: «Chi lo finanzia? La giunta faccia chiarezza»
CASTELFRANCO. Paradossalmente l'attentato di Parigi è accaduto in momento in cui l'argomento “Islam” era di primaria importanza sul territorio castelfranchese. La notizia del via libera alla costruzione di una moschea di 900 metri quadrati è ormai l'argomento principe sotto i portici di corso Martiri, sorpassando per il momento la questione ospedale sempre in cima all'agenda delle opposizioni.
«Questi fatti devo far riflettere - dice Cristina Girotti Zirotti, capogruppo della Lega Nord - prima di approvare la costruzione di una moschea così imponente, il sindaco Reggianini e tutta la giunta dovrebbero fare controlli capillari sui metodi di finanziamento e gestione della moschea in questione. Quanto affermo non è mera propaganda, come so già che verrà etichettata, ma è un appello alla prevenzione e alla sicurezza di tutta la cittadinanza, non solo di quella che non ha votato Pd».
Un altro episodio che ha fatto drizzare le antenne al capogruppo leghista è stato l'oscuramento del blog di matrice islamica dedicato alla raccolta fondi per la costruzione della moschea. «Come mai la comunità islamica sapeva già che sarebbe stata destinata loro una moschea? Chi ha versato il denaro? A chi era intestato il conto corrente? Tutti questi controlli devono essere fatti - continua la Girotti - e in più si dovrebbe anche ascoltare il parere della polizia in materia di ordine pubblico e di sicurezza dato che il centro che dovrebbe sorgere sarà un centro interprovinciale. La nostra città sarà in grado di sopportare tutto ciò? Bisogna fare luce su tutte queste oscurità e non far accettare la cosa passivamente. Meno fraintendimenti ci sono, più sarà facile eliminare le distanze culturali. È ora che la giunta Reggianini smetta di consentire sempre e non esigere mai, per poi coprirsi sempre dietro ad accuse di razzismo».
Anche il sindaco Reggianini è intervenuto sull'attentato costato la vita ai vignettisti e ai giornalisti di Charlie Hebdo e ai 2 poliziotti, ma non ha fatto alcun accenno a quanto sta accadendo nella sua città: «Non posso che condannare gravemente. La libertà di parola, stampa e satira, rivolte a qualsiasi ambito della vita di tutti noi (religioni incluse), è alla base di ogni democrazia. È fondamentale non cedere alla paura e all'odio, che non possono che portare a una strada di non ritorno. L'integrazione è l'unica vera arma».
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