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Centrale di Olina Un nuovo progetto sullo Scoltenna

di Daniele Montanari
Centrale di Olina Un nuovo progetto sullo Scoltenna

Pavullo. Un’azienda milanese potrebbe ricevere il nulla osta Valutazione di impatto ambientale, a giorni il sopralluogo

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PAVULLO. Una centrale idroelettrica sul torrente Scoltenna, nei pressi di Olina. Se ne parla almeno da sette anni a Pavullo, ma senza riscontri concreti. Ora però c'è un nuovo piano che potrebbe andare in porto. L'ha da poco presentato una ditta milanese, la K7 srl: si tratta di un impianto della potenza nominale di 114 kW (incrementabile a 241 per l'erogazione in rete) che dovrebbe sorgere 200 metri a valle del Ponte di Olina, in località Cascina Ignazio. La richiesta di autorizzazione è stata depositata in Provincia il 17 dicembre, e verrà sottoposta a Valutazione di Impatto ambientale con possibilità di osservazioni fino al 15 febbraio. Prima di Natale si è svolta l'iniziale Conferenza dei Servizi e a metà gennaio dovrebbe esserci il primo sopralluogo congiunto tra gli enti coinvolti: i Comuni di Pavullo e Montecreto, la Provincia e la società proponente. Del resto, ci si trova in una zona di particolare pregio naturalistico in cui un'opera come questa va soppesata con attenzione. Già nel luglio 2007 venne presentato un progetto di centrale nell'area che poi rimase congelato. Questo dovrebbe aver tenuto conto delle criticità evidenziate allora proponendo soluzioni idonee. Nella fattispecie, il piano oggi è quello di sfruttare un salto di briglia artificiale di 3,85 metri, con una portata nominale di 3.011 litri/secondo. La centrale viene definita di tipo "puntuale", cioè con un'opera di presa e rilascio a ridosso della briglia senza canali di derivazione. Attraverso la turbina, l'energia verrà trasferita all'albero motore e quindi al generatore di corrente per essere poi rilasciata nel torrente, assicurano i progettisti, "senza subire alcuna modifica quantitativa e qualitativa dei parametri chimici e fisici". La realizzazione dell'opera secondo i proponenti avrebbe anche un vantaggio ambientale legato al monitoraggio continuo del tratto interessato. La scelta dei milanesi è caduta qui innanzitutto perché il sito è facilmente raggiungibile da via Lughetto e la strada vicinale per Renno. Poi perché c'è una briglia già esistente e la cabina Hera è vicina: si pensa di raggiungerla con un cavidotto interrato per 150 metri e aereo per 340 e l'energia riversata in rete verrà utilizzata soprattutto dalle utenze del circondario. L'edificio della centrale sarà sulla sinistra idraulica, con una pianta di 11 metri per 9, e verrà rivestito di sassi di fiume. Un punto cruciale è la realizzazione di una scala di risalita che permetterà ai pesci di superare il dislivello della briglia: è pensata per la fauna ittica locale e presenta quello che viene chiamato "vertical slot", ossia un passaggio a fenditure verticali generalmente costituito da un canale in muratura con sette divisori. Il tutto per un investimento di circa un milione di euro, con un fatturato annuo previsto di 159mila euro per i primi vent'anni, a fronte di un costo di gestione di 13mila legato alla presenza di due addetti a controllo e manutenzione. La società si dice anche disponibile a fare dell'impianto un punto di riferimento per attività didattico-scientifiche rivolte alle scuole. Non si tratta dell'unico progetto idroelettrico per Pavullo: esiste un piano anche per una centrale sul Panaro a Mulino Palette - e qui se ne parla da otto anni - ma ancora in attesa del via libera finale.

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