Il Sigonio al sindaco: «Torniamo a casa ma vogliamo le garanzie»
Il Consiglio d’istituto: «Sì a via Saragozza, ma con certezze su spazi e parcheggi L’ipotesi permetterà di risparmiare 6 milioni e di valorizzare un’area del centro»
In via Saragozza, ma con garanzie. Il liceo Sigonio è pronto a fare ritorno nella "casa" da cui s'è dovuto separare dopo le scosse sismiche del maggio 2012.
La decisione, all'opposto di quanto avevano fatto filtrare l'altra sera, è stata assunta dal Consiglio d'istituto e comunicata ieri all'ufficio del sindaco Muzzarelli. «Abbiamo pensato di tornare in via Saragozza - ha confermato ieri Andrea Salvioli Bonetti, presidente del Consiglio rompendo il riserbo della sera precedente - purchè ci siano rassicurazioni sugli spazi. C'è il problema del parcheggio, ci sono aspetti da risolvere sulla disposizione dei locali. Tuttavia, dopo aver visto la ristrutturazione del San Paolo sono fiducioso». Salvioli Bonetti era stato tra i principali fautori del ritorno sin dall'assemblea del 19 dicembre scorso. Erano passate meno di due settimane da quando Gian Carlo Muzzarelli aveva rilanciato un'ipotesi che sembrava destinata a rimanere in un cassetto. Fino ad allora, infatti, gli unici a sostenere l'idea di tornare nell'area compresa tra via Saragozza, via Caselle, via Selmi e via Camatta erano stati i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Muzzarelli stesso aveva bocciato l'ipotesi sia il 9 maggio, in un incontro elettorale alla Polisportiva Villa D'Oro, sia il 15 settembre, giorno della riapertura dell'anno scolastico. Poi, la proposta che ha spiazzato tutti. C'era stato un sopralluogo della sede di via Saragozza e del San Paolo rinnovato. Il 19 dicembre, alla Villa D'Oro, un'assemblea aveva salutato con entusiasmo quasi generale l'idea di tornare nella "casa" storica del liceo. Oltre a Salvioli Bonetti, anche i docenti Antonio Vaccari, Anna Gibellini ed Elisabetta Piccinini (tutti appartenenti al Consiglio) si erano detti favorevoli all'idea. Una tendenza emersa anche dai voti espressi dagli studenti: 311 favorevoli al "vecchio" e 217 al "nuovo", con il supporto di tre rappresentanti di classe su quattro. Eppure, la votazione di giovedì è stata tutt'altro che semplice, come dimostrano le oltre due ore di dibattito nel laboratorio musicale.
«Ci siamo confrontati con tutte le parti - ha ripreso Salvioli Bonetti - alla fine ci sono stati quattordici voti favorevoli a via Saragozza e due per la nuova sede in via Padre Candido». Oltre alla nostalgia, la scelta è legata al desiderio di migliorare la città. «Possiamo creare un polo culturale», ha confermato il presidente dell'organismo. D'altra parte, i problemi da sistemare non mancano. A cominciare da parcheggi e collegamenti, "anello" già percepito debole prima del maggio 2012. Molti sostenitori dell'ipotesi "nuova sede" erano favorevoli alla vicinanza con la stazione delle corriere (e alla stazione) per i pendolari. Una risposta potrebbe arrivare dalla realizzazione del parcheggio nell'ex Amcm.
Di questi aspetti e degli spazi interni della scuola s'inizierà a parlare dalla settimana prossima con il sindaco. Un confronto con l'intento di rispettare la scadenza del maggio 2018 per la consegna dell'edificio ristrutturato. «I tempi restano tre anni - ha confermato Salvioli Bonetti - parleremo con il sindaco delle nostre idee e proposte. Nella nostra scelta abbiamo pensato al bene della scuola». Gabriele Farina
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