«Sono terroristi che travisano il Profeta»
Centro islamico di via Cavour a Sassuolo: «Dicono di agire in suo nome ma non conoscono il Corano»
di Alfonso Scibona
SASSUOLO
Quali rapporti tra Comune di Sassuolo e l'associazione di cultura islamica, che ha sede nella moschea di via Cavour? Ne abbiamo parlato con Zahi Qazim, consigliere dell'associazione, che ha anche tracciato un percorso per ampliare i progetti che ci sono in cantiere per il futuro. «La giunta insediatasi nel giugno scorso – dice Qazim – è giusto che abbia la serenità per avviare tutto ciò che fa parte del progetto elettorale. In questo periodo non abbiamo voluto sommare le nostre richieste. Nei prossimi mesi ci saranno incontri tra i nostri vertici e il sindaco».
Avete già qualche priorità?
«Una delle priorità – continua l'esponente dell'associazione di via Cavour – è senza dubbio trovare accoglienza in qualche scuola per evitare di continuare a recarci alla polisportiva di Formigine per le lezioni nel corso di arabo da impartire ai nostri ragazzi. Questo potrebbe trovare posto anche in un altro Comune, tenendo presente che si deve trattare di strutture scolastiche e solo la domenica mattina».
Problemi con i residenti?
«Direi che sono stati tutti eliminati. Soprattutto da quando abbiamo deciso di fare due turni di preghiera al venerdì, in modo tale da diluire il numero di fedeli che arrivano contemporaneamente in sede. Era peggio quando avevamo l'obbligo di pregare fuori dalla porta perché ci avevano chiuso i locali».
Rapporti con El Huda, l’altra associazione?
«Sono sempre stati buoni ed abbiamo anche organizzato delle cose insieme. Siamo anche disponibili per sederci attorno ad un tavolo per discutere eventuali progetti, non ultimo quello che potrebbe far nascere una struttura da utilizzare insieme. Ma ribadisco che siamo disposti e aperti a tutto, purchè ci coinvolgano attivamente».
Che tipo di commento si sente di fare dopo Parigi?
«Quello fatto in altre occasioni e riguarda tutto il mondo. Il Profeta insegna la misericordia e la pace tra i popoli e basta leggere il Corano per capire che serve rispettare la libertà di religione e la tolleranza. Molti non leggono il Corano e per questo agiscono in modo trasgressivo. Ma si tratta di terroristi, non di fedeli che agiscono nel nome del Profeta, anche se in qualche caso, come a Parigi, lo hanno inneggiato».
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