Stretta sulle case popolari Caccia a chi ne approfitta
L’assessore Antonella Vivi: «Devono essere redistribuite secondo i diritti reali» Situazione drammatica: 185 persone in attesa, solo 9 alloggi assegnati nel 2014
Invocata più volte anche negli anni scorsi, arriva una stretta sull'utilizzo delle case popolari, che Sassuolo detiene in grande quantità ma con un bassissimo grado di ricambio Per dare numeri precisi, ci sono 516 alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma sono tutt'altro che sufficienti. Ci sono infatti 185 richieste in lista d'attesa e nel 2014 ci sono state appena nove case assegnate: 457 alloggi sono assegnati e occupati. Vuoti sono al momento 59, ma di questi 10 sono in fase di alienazione, 24 sono in ristrutturazione, solo 25 sono da assegnare, a fronte di una lista ben più consistente. Per l'amministrazione, ma anche per quella che l'ha preceduta, il problema sta non solo, ma anche, nella lentezza della redistribuzione di queste case: che spesso restano a lungo nella disponibilità di chi non ne ha più diritto, per aver migliorato il suo reddito, per aver ridotti i componenti del nucleo familiare, per avere a disposizione altre soluzioni subentrate nel tempo. «La nostra volontà – spiega l'assessore ai servizi sociali Antonella Vivi - è quella di spezzare una consuetudine malata secondo la quale gli alloggi popolari sono ereditari. Una consuetudine che lede il diritto di chi ne ha davvero bisogno e che, se non facessimo rispettare la legge, sarebbe costretto ad attendere ancora di più, prima di avere assegnato un alloggio». Più controlli quindi, per cercare di accorciare le liste di attesa che non mancano mai. «Questo – spiega la Vivi - è l'aspetto davvero pericoloso del problema: permettere che gli alloggi popolari diventino, nella sostanza, ereditari, a prescindere da qualsivoglia parametro. Chi ha davvero bisogno, in questo modo, pur avendone diritto non avrà mai un tetto, a vantaggio di chi il diritto non l’ha più. La volontà di mettere ordine a queste cose, redistribuire il patrimonio di edilizia residenziale pubblica in modo equo e più corretto, è alla base del nostro progetto elettorale, prima, politico poi. Evitare, ad esempio, che una coppia resti in possesso di un appartamento grande che le fu assegnato quando aveva figli piccoli, che nel frattempo sono cresciuti e se ne sono andati; mentre una famiglia di sei persone è magari costretta a vivere in due stanze. Evitare che, chi si è visto assegnare un alloggio perché senza reddito e senza lavoro, ne resti in possesso anche quando potrebbe permettersi affitti normali. Evitare che un appartamento sia tramandato di generazione in generazione mentre, chi ha diritto, continua a chiedere senza ottenere. Sono questi i principi cardine alla base della nostra politica abitativa – conclude l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune Antonella Vivi – e che abbiamo tutta l’intenzione di mettere in pratica».
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