«Svuoteremo tutti i map entro la fine dell’anno»
La promessa della giunta regionale per i 7 Comuni che ospitano le baraccopoli Oggi gli sfollati sono 1500, poi ci sono i moduli rurali, con situazioni ancora difficili
I container dove tuttora vivono gli sfollati del sisma del 2012 sono già stati ridotti del 40% e saranno tutti smantellati entro la fine del 2015.
Si prende tempo la nuova giunta regionale, dopo che le scadenze sulla chiusura delle “baraccopoli” allestite nella Bassa sono purtroppo tutte saltate, per le difficoltà della ricostruzione e per la gravità dei casi sociali, più che da terremotati, di quanti vi risiedono.
L’annuncio sulla nuova scadenza “lunga” è arrivato ieri a Bologna. Nel frattempo, per chi ancora è ospite verranno trovati assegnati alloggi pubblici o privati in affitto, assicurano il neo presidente Bonaccini e i suoi collaboratori, in particolare l’assessore Palma Costi: «Per i nuclei che hanno già ripristinato l’abitazione il percorso per il rientro è già stato avviato ed in corso. Mentre per le situazioni più complesse si prevede il rientro a casa entro la fine 2015. Naturalmente, man mano che saranno liberati blocchi di map si procederà al loro smontaggio», riferisce Costi in una nota. Ad esempio a Mirandola, che con 139 alloggi guida tuttora la classifica tra i Comuni del cratere, «già il prossimo febbraio» è previsto lo smontaggio dei moduli dell'area pmar (appunto quella dei map), del quartiere 29 maggio e parte del quartiere Mazzone-Giolitti, annuncia l'assessore. Anche perchè Mirandola sta premendo per costruire nell’area dei map la nuova stazione delle corriere, vicino al polo scolastico. E poi perchè nei giorni scorsi era emerso da controlli approfonditi come tanti degli “ospiti” non avessero mai auvo o avessero perso il diritto ad una sistemazione legata alla condizione di terremotato.
Secondo i dati della Regione, oggi i moduli urbani occupati sono in tutto 485 e vi abitano circa 1.500 persone: dopo il sisma i map erano 757, distribuiti nei sette Comuni (Cavezzo, Concordia, Mirandola, Novi, San Possidonio, San Felice e Cento) dove il sisma ha provocato i maggiori danni e non c’è stata una azione adeguata a recuperare alloggi vuoti di tante case e palazzine molte ancora inutilizzate, molte in vendita. I moduli rurali progettati per far fronte alle esigenze di continuità delle attività produttive agricole, invece, sono distribuiti in 29 comuni e sono in totale 240, per 590 occupanti (lavoratori, imprenditori agricoli e famigliari). Per questi, esistono situazioni per le quali parlare di uno svuotamento entro il 2016 appare oggi una fasa illusione.
Al momento la classifica dei 485 moduli occupati, dopo Mirandola, segna Novi (91), Concordia (74), San Felice (53), San Possidonio (50), Cavezzo (47) e Cento (31).
Costi aggiunge: «I numeri variano settimanalmente, grazie al costante impegno degli uffici comunali che ricercano altre soluzioni abitative per questi nuclei. Al momento è stato svuotato il 40% dei pmar». Per le famiglie ancora ospitate in queste aree si stanno individuando diverse soluzioni, assicura l'assessore: si va «dall'assegnazione di un alloggio pubblico appena finiti i lavori di ripristino dell'agibilità, poichè gravemente compromessi con il sisma», fino «all’individuazione di un alloggio di proprietà privata disponibile per l’affitto».
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