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Carani, tempi più lunghi per la perizia sui danni

Carani, tempi più lunghi per la perizia sui danni

Concessa la proroga di un mese ai tecnici che stanno eseguendo l’esame L’ex assessore Corrado: «Immobilismo imbarazzante. Vita culturale azzerata»

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Il teatro Carani è chiuso da 75 giorni e le informazioni sul suo futuro continuano ad essere poche. La più recente novità riguarda la richiesta di proroga da parte della società incaricata di esaminare il danno, che ha ottenuto di fornire la sua relazione definitiva a fine gennaio invece che a fine dicembre come era nei precedenti accordi. Evidentemente l'esame non si presenta affatto semplice. Il silenzio che ha seguito la chiusura ha ovviamente provocato le reazioni della minoranza politica: ieri l'ex assessore alla cultura, e consigliere della lista Sassolesi, Claudio Corrado, ha rilanciato. «Sono passati 75 giorni dalla chiusura del teatro Carani e ad oggi la triste realtà è quella di una cittadina priva di ogni spazio di pubblico spettacolo funzionante e priva anche di una qualsiasi forma di cinema tanto promessa. Giudico il silenzio della giunta e dell'assessorato in materia a dir poco imbarazzante e l'immobilismo inspiegabile. Le uniche a dover decidere e in fretta su come organizzarsi sono state le scuole e le associazioni di volontariato e culturali della città, private ormai da troppo tempo di un contenitore adeguato. Mi permetto di ricordare che la giunta della quale ho fatto parte riuscì addirittura a non sospendere nemmeno uno spettacolo anche a ridosso del tremendo sisma che colpì la nostra Regione. Con orgoglio ci impegnammo a realizzare una arena spettacoli all'aperto per sopperire alla chiusura del teatro cittadino imposta per motivi di sicurezza. Oltre alle nostre interrogazioni in sede politica sui costi e sulle procedure di affido per le operazioni di accertamento che ad oggi e a tempo assolutamente scaduto ancora non danno risposta alcuna, vogliamo richiamare con forza questa amministrazione ad una assunzione reale di responsabilità».

Le notizie sullo stato del teatro sono realmente frammentarie: la ditta incaricata ovviamente è entrata e ha svolto le perizie, ma la relazione finale tarda ad arrivare. Intanto il braccio di ferro avviato con la proprietà del teatro continua («ci hanno parlato solo tramite avvocato», aveva fatto presente il sindaco): da un lato il Comune deve verificare la fattibilità di un intervento di sistemazione, dall'altra la proprietà cerca di tutelarsi da un eventuale recesso dal contratto di affitto, chiedendo il rispetto delle regole che assegnavano al Comune la manutenzione ordinaria e straordinaria. Che la stagione teatrale salti, ormai è praticamente certo. Altri spazi minori si stanno occupando di offrire qualche proposta culturale ai sassolesi, dal teatrino alla Casa nel parco, dove si tengono spettacoli di grande interesse ma per ovvi motivi di dimensioni ridotte, all'auditorium Bertoli, di cui per il futuro si prevede un utilizzo continuativo.

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