«Global verde: servizio bocciato e inadempiente»
Fiorano. I 5 Stelle hanno fatto controlli sull’affidamento del verde pubblico che costa circa 2 milioni in cinque anni. «I responsabili sono stati già diffidati»
FIORANO. Il servizio Global verde, assegnato nel 2013 per cinque anni a 1 milione e 800mila euro (che proprio pochi giorni fa sono diventati 2 milioni con l'inserimento di nuove aree verdi prima non incluse), secondo il Movimento 5 Stelle non sta funzionando neanche lontanamente come avrebbe dovuto. Il gruppo ha prodotto una lunga serie di accessi agli atti e di documenti di sollecito all'amministrazione, comprese diffide agli addetti comunali incaricati di far rispettare i termini contrattuali. Il piano in sé aveva un senso: garantirsi il risultato di una manutenzione programmata e certa dei parchi, alberature, aiuole e rotatorie, con un solo contratto in cui tutto era incluso: sfalci, manutenzione, irrigazione e perfino monitoraggio a distanza degli impianti idrici. Secondo i 5 Stelle il Global non sta funzionando così: «Il contratto in questione – attacca il capogruppo Giuseppe Amici - è stato siglato e reso esecutivo a fine mandato della giunta precedente. Esattamente a 5 mesi della scadenza del mandato, impegnando quindi non la propria, ma la giunta e il consiglio comunale subentrati, per l’intera legislatura. L’entità dell’appalto è assolutamente impegnativa per il bilancio comunale. Si tratta di quasi 1,9 milioni di euro a cui si aggiungono circa 300mila euro per la realizzazione delle irrigazioni automatizzate dove previste». Ma al di là dell'onerosità, secondo Amici manca il rispetto dei termini contrattuali: «Il contratto individua pedissequamente gli obblighi del contraente e del mandatario. Soffermandoci sulla attività di verifica e di controllo del mandatario, il contratto prevede l’istituzione di una figura di “supervisore” delegato a queste incombenze. Da accessi atti e accessi ispettivi negli uffici, abbiamo evidenziato ampia inadempienza contrattuale che si è formalizzata in una diffida ai responsabili». Una diffida in ben diciassette punti, alcuni documentati da foto, nei quali si chiede verifica, controllo sull'esecuzione dei lavori, di richiedere la produzione dei report periodici alle ditte incaricate. Si prefigurano scenari che arrivano fino al danno erariale e omissione d'atti d'ufficio. «Non risulta – spiega Amici - programmazione annuale, trimestrale, mensile dei lavori da effettuare. È invece prassi consolidata l’avallo delle richieste del contraente a posteriori. Non si effettuano controlli sull’eseguito. Abbiamo monitorato con foto quanto effettuato nella specifica zona del bosco di Villa Guastalla, da cui si evince come i lavori siano omessi, e là dove eseguiti siano parziali (mancata asportazione degli sfalci, per esempio). Anche per la realizzazione degli impianti di irrigazione non c'è per ora evidenza documentale e nessuna risposta ai nostri accessi agli atti. Recentemente c'è stata una grossa perdita d'acqua al parco Di Vittorio, che il monitoraggio avrebbe dovuto evitare e invece non è successo».
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