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«Impresa difficile, ma tanti ci sostengono»

«Impresa difficile, ma tanti ci sostengono»

«Siamo davvero orgogliosi dell'ottimo risultato raggiunto nel sondaggio, anche perché le istituzioni e tanti in città ci sono stati vicini in questa impresa nel campo biomedicale non semplice. È...

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«Siamo davvero orgogliosi dell'ottimo risultato raggiunto nel sondaggio, anche perché le istituzioni e tanti in città ci sono stati vicini in questa impresa nel campo biomedicale non semplice. È complesso arrivare a produrre il collare refrigerante salva-ictus che abbiamo inventato». A parlare è Enrico Giuliani, modenese, che con la socia Mary Franzese ha dato vita alla start up Neuron Guard, già premiata dalla Intel. I due giovani laureati, terzi nel sondaggio della Gazzetta ma i più votati dalla redazione, con quasi 700 voti, il 16% del totale.

Cosa vi proponete di fare?

«Abbiamo ideato questo collare refrigerante che al momento è al livello di prototipo. Vorrei fosse chiaro dall'inizio: non abbiamo inventato qualcosa che previene l'ictus, altrimenti vinceremmo il premio Nobel, ma pensiamo di rendere portatile uno strumento utile dopo l'evento. Se arriveremo alla fine dell'iter, lungo e complesso, il sistema refrigerante potrà essere installato sulle ambulanze che vanno a soccorrere la persona colpita da ictus, arresto cardiaco o trauma cranico grave».

Come è nata la vostra azienda?

«Io dopo essermi laureato ho lavorato prima al Policlinico, poi all'ospedale Santa Maria di Reggio. Lì ho avuto questa idea e con Mary abbiano lanciato questa nuova attività. L'accoglienza che abbiamo avuto a Modena ci dà davvero molta energia, perché l'imprenditore deve per forza essere ottimista».

Mai avuto l'idea di andare all'estero?

«No, perché i territori italiani sono ricchi di disponibilità e possibilità di partnership che via via stiamo sviluppando. All'inizio qualche fondo economico lo abbiamo messo noi personalmente, ma poi abbiamo iniziato a collaborare su vari fronti per arrivare alla produzione del collare. I tre prototipi di collari che abbiamo oggi nascono grazie al lavoro con la Tecnolelettro di Vignola, azienda che finora si occupava di progetti nel settore aerospaziale. Mi hanno ascoltato e abbiamo iniziato a lavorare. Altri partner sono Democenter per i rapporti con i finanziamenti regionali e banca Unicredit».

Il tutto come nasce?

«Ho conosciuto Mary, che è di Napoli ma studiava alla Bocconi, a un master a Milano nel 2013 dove ci insegnavano a interagire con il mondo economico. A quel tempo presentai la mia idea a un fondo di investimenti milanese che ha creato l'acceleratore di imprese Seedlab, ma io mi occupo di medicina e non conoscevo le attività economiche che stanno dietro queste imprese».

Il collare quando sarà pronto?

«È un processo lungo e complesso, per il quale devo ringraziare famiglia e fidanzata che mi hanno sostenuto negli anni. Serviranno ancora 2-3 anni. Occorrerà prima la certificazione e poi la validazione clinica».

pagina a cura di

Stefano Luppi

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