Sicurezza, 130 educatori civici entrano in azione da febbraio
Entreranno in azione a febbraio e saranno 130; sono i volontari della sicurezza che diventeranno “educatori civici”, su progetto dell’assessore di Castelfranco Giovanni Gargano. «Questo gruppo,...
Entreranno in azione a febbraio e saranno 130; sono i volontari della sicurezza che diventeranno “educatori civici”, su progetto dell’assessore di Castelfranco Giovanni Gargano. «Questo gruppo, formato da volontari coordinati da Romolo Righi, associazione alpini,associazione nazionale di polizia penitenziaria e altre associazioni e volontari, sotto la guida del comandante della Municipale, Milva Motta, si attiverà in febbraio, primo tassello di un progetto più complessivo di risposta integrata e partecipata a tutti quei fenomeni di degrado che portano all'insediamento di problemi di criminalità - spiega l’assessore - Questo progetto servirà a potenziare il collegamento naturale tra le attività della Municipale e la cittadinanza. La conoscenza tempestiva da parte delle istituzioni pubbliche di tutti i fenomeni di disagio e degrado urbano può consentire interventi preventivi e comunque più efficaci. Questo gruppo di educatori civici non ha poteri sanzionatori e non può intervenire con azioni impositorie o repressive. Si limitano alla segnalazione delle situazioni di degrado rilevate, oltre a svolgere funzioni d'informazione e rassicurazione a favore della cittadinanza. Vogliamo aumentare azioni di prevenzione, di maggior rispetto delle regole, l’educazione stradale, l’informazione ai cittadini, il senso civico della cittadinanza, una maggiore presenza e visibilità del Comune negli spazi e strutture pubbliche anche lontane dal centro. Presidieranno anche i plessi scolastici all'uscita ed entrata degli studenti e gli eventi che si tengono sul territorio comunale. La prima cosa da capire è che l'ordine pubblico della città non è mantenuto principalmente dalle forze dell'ordine, per quanto questo possa essere necessario e fondamentale, ma è esplicitata partendo dal primo anello fondamentale cioè il cittadino con i suoi comportamenti. Il progetto mira a ridurre le condizioni di esclusione e di delega della responsabilità».
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