Gazzetta di Modena

Modena

il caso

Castelfranco è “Charlie” «ma la moschea si farà»

di Serena Arbizzi
Castelfranco è “Charlie” «ma la moschea si farà»

Il sindaco Reggianini e i colleghi di Nonantola e Bomporto alla manifestazione «Il referendum della Lega? Ammissibilità dubbia. Il luogo di culto è legittimo»

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. Un “mosaico” composto da esponenti di diversi partiti, da fedeli di più religioni, da persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, ha marciato per il centro del paese per ribadire una ferma condanna al terrorismo. L’orrore dei fatti di terrorismo avvenuto nei giorni scorsi alla redazione di Charlie Hebdo e al punto vendita Kosher hanno scatenato la dura reazione della comunità castelfranchese in tutte le sue sfaccettature, cattolica, musulmana e laica. Oltre trecento persone si sono radunate in piazza della Vittoria, per poi formare un corteo silenzioso che è culminato in piazza Aldo Moro, dopo avere marciato attraverso via Garagnani e corso Martiri. In molti hanno alzato al cielo le matite in segno di solidarietà. Al corteo hanno partecipato, il sindaco Stefano Reggianini, e i colleghi di Bomporto e Nonantola, Alberto Borghi e Federica Nannetti, in testa al corteo insieme ad alcuni bambini di varie nazionalità che si sono affiancati alle autorità, a formare un quadro di unità nella lotta al terrorismo. Presenti anche la Lega nord con la capogruppo in consiglio Cristina Girotti Zirotti, Giovanni Gidari per Forza Italia, Modesto Amicucci del comitato Liberi di scegliere. Mentre le persone si radunavano in piazza della Vittoria, poi, c’è stato chi ha commentato la questione della separazione tra uomini e donne al circolo Graziosi di domenica scorsa a Carpi, oltre, naturalmente, al tanto dibattuto tema della costruzione della moschea alla Venturina. «La nostra religione insegna così, dice che noi donne dobbiamo rimanere separate per una questione di rispetto – sostengono Chahla Chakir, Nada Naili, Kadija Charjakie e Hajar Baaouami, donne tunisine e marocchine della locale comunità islamica - e siamo contente che venga costruita una moschea. Ora ci raduniamo in un luogo di culto molto piccolo e c’è chi si sposta a Spilamberto per pregare». Intanto, sorgono dubbi sull’ammissibilità del referendum sulla moschea, proposto dalla Lega nord. «Sottoporremo la questione al comitato dei garanti che valuterà e se si potrà fare, lo faremo – commenta il sindaco Reggianini – ma, ed esprimo una valutazione tecnica e non politica, non credo che le norme contemplino la materia religiosa per questo tipo di referendum. Detto questo, c’è libertà di religione. Sottolineo, inoltre, che la variante urbanistica è stata adottata e non approvata. Ci sono 60 giorni per le osservazioni, altri 60 per le controdeduzioni, poi il tema ritornerà in consiglio comunale. Per realizzarla, potrebbero servire dai 18 mesi ai 5 anni, poi dipende dai soldi che uno ha per farla…». Il concetto è ribadito dal segretario comunale, Andrea Casagrande. «Su questo tema non servono referendum basati sulla paura, sul considerare diversi altri esseri umani, oltre al fatto che non è proponibile dal punto di vista giuridico – spiega Casagrande – In questa fase storica è importante superare la violenza con il dialogo». Nel frattempo, anche Forza Italia dice no alla moschea: per evidenziare la contrarietà di FI a questo luogo di culto, venerdì sera si terrà un incontro con il senatore Maurizio Gasparri alla sala Gabriella degli Esposti, alla biblioteca comunale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google