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È arrivata l’associazione cavalleresca

È arrivata l’associazione cavalleresca

Costituita anche a Sassuolo l'associazione nazionale onorificenze cavalleresche con la nomina di delegato al cavaliere ufficiale Antonio Longhi. Scopo dell’associazione è di stabilire rapporti di...

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Costituita anche a Sassuolo l'associazione nazionale onorificenze cavalleresche con la nomina di delegato al cavaliere ufficiale Antonio Longhi. Scopo dell’associazione è di stabilire rapporti di fratellanza tra gli insigniti di onorificenze cavalleresche d’Italia, tutelare il diritto ed il rispetto delle istituzioni cavalleresche, perpetuare la loro funzione morale e civile. «In particolare – dice Longhi (nella foto a fianco) - bisogna mantenere fra gli insigniti il sentimento di patria. Rendere gli insigniti esempio di virtù civiche. Affermare anche a mezzo stampa, riunioni o conferenze, i principi di libertà, fratellanza onde sia mantenuta viva fra gli insigniti e quindi in Italia e nel mondo la fede democratica. Promuovere l’ideale cavalleresco e vale a dire che “La Cavalleria è simbolo di amicizia universale” al fine di riconoscere tutti gli uomini come fratelli, nei doveri verso l’umanità e nei diritti che a tutti ed a ciascuno ne derivano. Sviluppare il senso di ogni promozione umana. Esplicare ogni altra attività che si ispiri sempre al conseguimento degli scopi suddetti». Nello svolgimento della sua attività la neonata associazione sassolese è assolutamente indipendente da qualsiasi partito politico. Possono essere soci gli insigniti degli ordini cavallereschi nazionali, esteri, pontifici, magistrali, dinastici, militari e indipendenti. Il numero dei soci è illimitato. L’associazione nazionale insigniti onorificenze cavalleresche Anioc fu costituita nell’aprile 1949 e dal primo nucleo di fondatori si allargò ben presto in tutti i comuni e le regioni italiane. A Sassuolo, attualmente, non ha una sede propria. «Intanto aver avuto la possibilità di far nascere in città questa associazione – conclude Longhi – ci dà la possibilità di avere visibilità. In seguito, se ce ne saranno le condizioni, vogliamo anche trovare una sede nostra. Non si tratta di un luogo indispensabile ma di un punto di riferimento che ci sembra doveroso. Sappiamo di essere gli eredi di antiche tradizioni e di nobili ideali; siamo consapevoli della difficoltà e dell’impegno che occorrono per rimanerne degni. Quando saremo organizzati potremo anche trovare la soluzione per una sede nostra». (a. s.)

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