Bursi: «Le correnti? Il luogo dove parlare esiste già nel Pd»
Il segretario provinciale inizia un anno delicato per conti, tesseramenti e dipendenti: «A febbraio un quadro chiaro»
Iscritti in calo, sintesi sempre difficili da trovare, associazioni che nascono come funghi e conti che non tornano.
In questa fotografia c’è molto del Pd di oggi, che vivrà un 2015 tutto in salita per ricostruire ciò che si è frantumato negli ultimi mesi. E lo sa bene il segretario provinciale Lucia Bursi.
Bologna è precipitata nel tesseramento, e Modena?
«I dati dell’anno non sono ancora confrontabili perché in molti circoli sono ancora fuori le tessere. Diciamo che siamo superiori al 70 per cento».
Preoccupata?
«La cosa che registriamo è che ci sono situazioni disomogenee: dipende da ciò che è stato fatto a livello locale e dove ci sono situazioni più difficili ci saranno certamente stati problemi. Bisognerà lavorare maggiormente, ma non dimentichiamo che per tutto il partito il 2014 è stato un anno particolarmente impegnativo dal punto di vista delle scadenze elettorali».
Tessera Pd significa però riconoscere un valore politico al partito: sente che qualcosa sta cambiando?
«Sento che nei territori c’è necessità di ribadire il ruolo dei circoli, con maggiore visibilità e azione».
Sembrano invece muoversi le associazioni, che nel Pd fioriscono a ripetizione. Dall’Antonia di Trande a Ho in mente Modena della Maletti. La disturbano?
«Tutti i luoghi per approfondire temi e situazioni sono importanti e utili, non mi sogno certo di vietare il confronto. Dico solo che i luoghi nel partito ci sono, allora usiamoli di più. La scarsa affluenza dopo le Regionali ci consegna la necessità di una riflessione approfondita: facciamola, come ho detto in direzione».
La stanno facendo con temi ben precisi fuori dal Pd...
«Riforme costituzionali e temi di attualità di cui si occupano queste associazioni sono ragionamenti già ben presenti dentro il partito».
È stato un anno complesso, dove i posizionamenti sulle persone hanno preso il sopravvento rispetto alla linea del partito.
«Quando a livello locale ci sono tante scadenze è nella natura delle elezioni scegliere il proprio nome. Il 2014 per me resta invece segnato per due eventi eccezionali: in positivo il grande risultato delle Europee e in negativo la scarsa affluenza alle Regionali. Ora ci aspettano i congressi e il lavoro sul partito sarà fondamentale».
Ci saranno anche posizionamenti modenesi in tema segretario regionale?
«Per qualsiasi considerazione è ancora presto».
Il 2015, per il Pd, sarà l’anno dei conti: che decisione prenderete sui dipendenti?
«Stiamo cominciando a guardare il bilancio previsionale che sarà pronto presumibilmente per febbraio».
Intanto restano le polemiche sui dipendenti in uscita finiti negli enti pubblici.
«Se uno vuole fare polemiche le faccia, il tema vero è che il Pd costruisce anche professionalità».
Sirotti ha detto che lascerà la guida della segreteria cittadina: è già iniziato il percorso per il rinnovo?
«La riorganizzazione del Pd è in atto e quando sarà tempo per concretizzare il discorso sul Pd cittadino sarà giusto e opportuno aprire una discussione».
I giovani e i malettiani sono due mondi del Pd che chiedono più rappresentanza. Lo vede come un problema?
«Non mi pare. I giovani sono rappresentanti ovunque, dai circoli alle amministrazioni e in generale, per usare un esempio, mi pare che l’ultima lista per le Regionali abbia rispettato le diverse sensibilità».
Anche la nuova segreteria ne terrà conto? E quando sarà pronta?
«Come ho detto alla direzione, è necessario un ragionamento perché tanti dei componenti hanno assunto altri ruoli importanti. La riflessione è in corso».
Cosa dovrà fare il Pd quest’anno per farsi capire dalla gente?
«Parlare la stessa lingua, come sul tema dell’integrazione, tristemente di attualità in questi giorni: democrazia e libertà sono valori che vanno difesi».
A Carpi e Castelfranco ci sono stati episodi che hanno fatto discutere, dalle celebrazioni per Maometto alla moschea.
«Ciò che pensa il Pd in materia di diritti alla persona è molto chiaro e l’obiettivo anche nei territori è quello ci creare le situazioni perché l’integrazione sia possibile nel rispetto di tutti».
@dvdberti
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