Catasto, in arrivo una stangata
Prime stime per Modena sulla base della riforma: le tasse salirebbero del 114,2%
Per i cittadini modenesi, e quelli di numerose altre province italiane, è un paradosso che se non fosse tragico in tempi di crisi se ne potrebbe quasi ridere.
Una norma apparsa nella legge finanziaria 2015 appena approvata dal governo consente ai comuni di modificare la classificazione catastale delle abitazioni nel caso in cui si sia verificato un incremento medio del 35% dei valori di mercato nelle diverse zone della città. Non si tratta dell'annunciata riforma del Catasto che dovrebbe entrare in vigore solo nel 2018, ma lo stesso la norma se applicata potrebbe incidere non poco sui portafogli sempre più vuoti delle famiglie. Le persone ormai hanno quasi solo, come bene di proprietà, la casa che a livello nazionale e a livello locale è tartassata non poco da gabelle varie. E si prospettano rischi non piccoli.
Il problema è che, nella perdurante crisi del mercato immobiliare, continua essere distante il valore catastale medio della singola abitazione con il prezzo di compravendita dell'immobile medesimo. Come è noto le nuove regole nazionale imporranno di calcolare le imposte sulla casa non sul numero dei vani, come accade ora, ma sui metri quadrati effettivi di grandezza con una "esplosione" vera e propria degli esborsi per imposta di registro e soprattutto Imu e Tasi che incidono già ora non poco sui bilanci famigliari anche di tanti modenesi. Il Corriere su dati dell'Agenzia delle Entrate e la società economica Nomisma hanno fatto una proiezione di alcuni capoluoghi d'Italia, tra cui Modena. I valori per la nostra città, se appunto non si correrà ai ripari in tempo, sono di aumenti probabilmente insostenibili e certo odiosi. Nomisma assegna alle case modenesi un valore medio di mercato di 222mila euro e una rendita catastale media oggi di 617 euro al metro quadro. L'imponibile su cui si calcola il valore dell'Imu e della Tasi, le tanto odiate tasse sulla casa, viene considerato pari a 103mila euro.
Ebbene, l'aumento teorico di Imu Tasi per il proprietario se si applicassero i nuovi criteri legati al valore di mercato dell'appartamento porterebbe le tasse sulla casa più su del 114,2% rispetto al valore medio odierno. Ancora più alto, con una quota del +211,5%, sarebbe l'aumento dell'imposta di registro che è obbligatorio pagare al momento dell'acquisto della casa. Tra le città emiliane andrebbe meglio a Bologna e molto peggio a Parma. (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google