Don Panini torna domani davanti ai giudici
Omicidio di Brodano. Si apre il terzo processo, dopo l’annullamento della condanna mite a 10 anni
VIGNOLA. «Per le festività ha inviato generici auguri ad alcune famiglie di parrocchiani. Ma quelli di noi che gli hanno scritto da Brodano e dintorni, per sapere come stava, non hanno ancora ricevuto risposta. I contatti si sono praticamente interrotti....». Così i conoscenti di Don Giorgio Panini, l'ex parroco di Brodano a Vignola che la vigilia di Natale del 2009 aveva ucciso a coltellate Sergio Manfredini e ferito gravemente sua moglie Paola.
Don Panini oggi è in carcere a Reggio. Sta attendendo il processo che si apre domani presso la Corte d’Assise d’Appello di Bologna.
Il terzo processo, perchè la Corte di Cassazione lo scorso anno ha annullato la sentenza di Appello di Bologna. Don Panini nel giugno del 2012 era stato condannato in primo grado a vent’anni di reclusione, con un “rito abbreviato” (che prevede degli sconti) davanti al Gip Truppa di Modena.
Al processo di appello celebrato a Bologna la pena era stata però ulteriormente ridotta a a 10 anni e otto mesi, trasformando il tentato omicidio di Paola in lesioni gravissime, reato meno grave.
Troppo poco, per la Procura generale: di qui il ricorso e la conseguente decisione della Suprema Corte, a marzo 2014, di rinviare gli atti alla Corte d'Assise d'appello di Bologna per rifare il processo.
La nuova Corte di Bologna sarà presieduta dal giudice Leonardo Grassi.
Don Panini sarà difeso dagli avvocati Domenico Giovanardi di Modena e Antonio Sarzi Amadè di Reggio. I giudici popolari e i due togati dovranno vagliare soprattutto il reato contestato per il ferimento della Manfredini e pronunciarsi di conseguenza.
Il delitto avvenne nel cuore della notte. Il sacerdote sorprese le sue vittime nel sonno e venne fermato solo da un colpo di candelabro inferto dal figlio delle vittime. Un colpo dritto alla testa al parroco, che aveva agito incappucciato.
Sulle cause dell’omicidio si è molto discusso: don Panini era ospite da anni dei Manfredini. Una amicizia incrinata da ragioni economiche (i due condividevano affari) e dalla recente decisione del sacerdote, che si era detto intenzionato ad andare a vivere con una donna. L’ex parroco nel frattempo ha versato quasi un milione ai Manfredini vendendo le proprietà immobiliari e altri beni in accordo con i suoi familiari.
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