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Fermato in auto e pestato Imprenditore in ospedale

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Circa 12 milioni di fatturato in dieci anni, incentivi fiscali per vent’anni, costo previsto dell’opera 9 milioni, finanziati in massima parte dal Ministero. È il conto dell’ultima centrale idroelettrica in programma sul fiume Secchia. La prima è stata realizzata a valle del ponte vecchio di Veggia, la seconda sulla sponda di Castellarano, più a monte, la terza è quasi ultimata all’altezza di Villalunga. Quest’ultima è in programma a ridosso della traversa di San Michele, all’origine del tratto sassolese, con derivazione prevista dalla traversa stessa. Deve essere realizzata entro il 2016, per non perdere i finanziamenti. A occuparsene in associazione sono il Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale (al 52%) e Iren (al 48).

Ma l’iter ha subito una imprevista decelerazione quando è arrivato alla Commissione Ambiente del Comune di Sassuolo, da poco insediata ma per niente intenzionata a lasciar perdere alcuni aspetti importanti e precedentemente trascurati sia dal punto di vista progettuale che finanziario. Per quanto riguarda il primo aspetto, i consiglieri hanno evidenziato nell’ultima seduta alla quale sono stati invitati i responsabili del progetto, incongruenze fra i disegni e l’effettivo piano di realizzazione, la più importante delle quali riguarda interventi che vanno a interessare il substrato roccioso del letto, già abbastanza compromesso dall’erosione. Errori formali, secondo i progettisti, facili da sanare, ma la commissione ha chiesto di vederci chiaro, mentre ha avuto rassicurazioni sulla conservazione della (poca) ghiaia presente nel letto del fiume e sui deflussi minimi vitali da garantire all’interno del letto.

L’altro aspetto, forse anche più importante, è quello finanziario. Al momento attuale al Comune per la concessione degli spazi e delle autorizzazioni alla centrale sul fiume, spetterebbero annualmente appena 5700 euro di canone, per un impianto da 9 milioni che ne produrrà 1,2 all’anno. Secondo il presidente della commissione Pasquale Del Neso, “questo è frutto di grande disattenzione nei precedenti passaggi autorizzativi per la centrale. La precedente amministrazione non ha affrontato il tema, si è dimostrata ampiamente incompetente. A Castellarano per la centrale hanno saputo accordarsi meglio”.

In Conferenza dei servizi, dove sarà possibile anche sanare gli errori progettuali, c’è modo di richiedere anche emolumenti più adeguati. Il Comune in particolare può concordare con i promotori misure compensative fino al 3% dei proventi. Muovendosi in modo meno tardivo avrebbe addirittura potuto entrare a far parte della società che cura la realizzazione. «Ci sono aspetti non molto chiari - spiega Del Neso - per cui nelle prossime settimane staremo a occhi aperti, attenti a fare il meglio possibile per il Comune”.

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