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Fiamme alla Franciosi: quintali di plastica a fuoco

Fiamme alla Franciosi: quintali di plastica a fuoco

Bomporto. Rogo all’azienda specializzata nella produzione di impianti agricoli L’intervento di dipendenti e vigili del fuoco scongiura il rischio ambientale

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BOMPORTO. Quintali di materie plastiche bruciati e un fumo acre e maleodorante che si è sprigionato dopo il rogo. Ieri mattina è divampato un incendio alla Franciosi Giuseppe di Solara, in via Walter Tabacchi. La ditta, specializzata nelle lavorazioni di prodotti per l’agricoltura si divide tra un edificio adibito a magazzino e da un altro stabile in cui è ospitato il reparto produttivo. Le fiamme si sono sprigionate dopo una perdita d’olio da una macchina che trattava materie plastiche, all’interno del reparto produttivo. Da subito è stata esclusa l’ipotesi di incendio doloso. La famiglia titolare dell’impresa ha dato l’allarme e il rogo è stato dapprima contenuto dall’impianto antincendio, successivamente dalle quattro squadre dei vigili del fuoco intervenute sul posto da Carpi e San Felice. L’incendio ha distrutto alcuni quintali di materie plastiche che si trovavano all’interno del magazzino, molti meno rispetto alla capienza massima dello stabile.

«Le fiamme sono divampate dal mulino che macina la plastica - hanno spiegato ieri mattina i soci dell’azienda - Fortunatamente è entrato tempestivamente in azione l’impianto antincendio che ha permesso di contenere i danni. Altrettanto veloce è stato l’intervento dei vigili del fuoco, i quali hanno agito da subito con i mezzi necessari a spegnere il rogo. Grazie a questa rapidità è stato possibile isolare subito le fiamme ad un angolo del magazzino ed evitare che si propagasse altrove e provocare, quindi, più danni».

A proposito dei danni che la struttura ha riportato a seguito dell’incendio: la stima è ancora in fase di quantificazione. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia municipale ed è stato informato anche il personale dell’Arpa, che comunque non ha ritenuto di intervenire. In sostanza non è stato riscontrato il pericolo ambientale nonostante l’acre odore di plastica.

Serena Arbizzi

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