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Offese la Kyenge: condannato al carcere e a pena pecuniaria

di Carlo Gregori
Offese la Kyenge: condannato al carcere e a pena pecuniaria

Raineri su Facebook modificò una foto per farla assomigliare a una scimmia condannato a un anno e tre mesi e dovrà anche risarcire 150mila euro

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L’ex deputato leghista Fabio Rainieri di Parma, vicepresidente dell’assemblea regionale, è stato condannato a un anno e tre mesi di reclusione (con pena sospesa) più un risarcimento di 150mila euro per gli insulti sul suo profilo Facebook all’ex ministro Cécile Kyenge. Nell’ottobre 2013 Ranieri aveva messo una testa di gorilla sul volto dell’ex ministro dell’integrazione del governo Letta e la domanda “Indovina chi è?” L’immagine fu rimossa poche ore dopo. «Ha vinto la giustizia», commenta l'europarlamentare modenese alla sentenza di condanna per diffamazione aggravata dalla discriminazione razziale. A un cronista che gli chiedeva spiegazioni, Rainieri ha risposto: «Non è assolutamente vero che c’è quella foto; quella persona non è assolutamente la Kyenge. Non c’è scritto da nessuna parte e se scrivete che è lei vi querelo». Subito dopo, quando è stata cancellata la foto in questione, ha ripetuto pubblicamente di non averla messa lui, che anzi era estraneo e rinviava al gestore della pagina Facebook. «L’ho fatto togliere perché non mi piacciono queste cose. Vanno bene le vignette, ma cose di questo genere no», aveva aggiunto. Ma a questo punto la frittata era fatta e alla fine il giudice non ha creduto a questa versione. O almeno l’ha comunque ritenuto responsabile tout court della pagina Fb.

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Per la Kyenge, «non si trattò di una critica politica, ma di vera e propria propaganda volta a seminare odio e violenza. Perché la critica implica dialettica e argomentazione. Dileggiare una persona esclusivamente per il colore della pelle non implica argomentazione, né retropensiero. Come dire: “Tutti voi, neri, non siete solo razza inferiore ma siete animali”». L'ex ministro prosegue dicendo che «istigare le persone a considerare i neri come animali non è satira, né critica, ma solamente un reato ed è proprio per questo che trovo altrettanto grave la decisione della Lega Nord di non discostarsi dalle posizioni sostenute da Rainieri». Quando era ministro, la Kynge è stata al centro di numerosi insulti estremi, a cominciare da quello di Roberto Calderoli della Lega Nord che la definì un orango.

E sulla vicenda interviene anche il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, in difesa del suo consigliere

"Alla faccia della Libertà di Satira! Neanche a un ladro o a uno spacciatore danno una condanna così, pazzesco", scrive su Fb il segretario della Lega Nord, ottenendo 14mila 'Mi piace' e 1.500 condivisioni. A stretto giro arriva su twitter la replica dell'europarlamentare Pd: "Caro @matteosalvini dire che i neri sono animali non è uno scherzone, alias satira, è reato ed è per questo che ne rispondete in tribunale".

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