Profughi, situazione difficile in provincia
Sono 304 e in carico ai Comuni: «Noi a fatica facciamo la nostra parte, ma l’Europa deve aiutarci»
Situazione "molto difficile" anche nel modenese dal punto di vista dell'accoglienza dei profughi.
Sono 304 quelli attualmente ospitati nel territorio di Modena e provincia, tutti arrivati nell'ambito dell'operazione "mare nostrum". II punto della situazione sull'accoglienza nel modenese è stato discusso dal Consiglio provinciale lunedì 12 gennaio sulla base di una comunicazione del presidente della Provincia di Modena Gian Carlo Muzzarelli che ha sottolineato che «facciamo la nostra parte per affrontare questa emergenza umanitaria ma l'Europa deve farsi carico di un problema che non può esser solo dell'Italia. A livello nazionale occorre rafforzare la lotta al mercato dei profughi, arrestare gli scafisti favorendo i ritorni in patria quando le condizioni diventeranno favorevoli e operare quindi affinché si superino i fattori di instabilità nelle aree martoriate dai conflitti. A livello locale occorre un maggiore coordinamento e un coinvolgimento dei Comuni e dei servizi sociali in collaborazione con la Prefettura per migliorare la gestione ed evitare eventuali tensioni in una situazione che è già molto difficile».
A differenza che nell'operazione di accoglienza dei profughi del Nord Africa nel 2011, i comuni ora non sono direttamente coinvolti nelle attività: a norma di legge, la prefettura ha affidato la gestione, dopo un'apposita selezione, alla cooperativa Caleidos, che tra l'altro ha la responsabilità di reperire sul mercato gli alloggi necessari a garantire la permanenza temporanea dei profughi che sono in attesa di un permesso di soggiorno per motivi umanitari.
I profughi presenti nel modenese, tutti uomini maggiorenni provenienti soprattutto da zone di guerra come Somalia, Mali e Eritrea, sono ospitati a piccoli gruppi nei comuni di Modena, Carpi, Castelnuovo Rangone, Fiorano, Formigine, Pavullo, Sassuolo, Savignano, Serramazzoni, Soliera e Vignola. Alcuni ospiti si trovano temporaneamente in alcune strutture a Modena e Formigine, in attesa di raggiungere altre località modenesi.
Nel corso della discussione in Consiglio tutti i consiglieri provinciali hanno sollecitato un maggiore coinvolgimento dei Comuni e in particolare dei servizi sociali comunali nella gestione dei profughi, evitando eccessive concentrazioni e coinvolgendo anche le associazioni di volontariato per avviare iniziative di integrazione sul territorio.
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