Rettore striglia il prof. troppo polemico
Nicola Barbieri definisce «scimmie ammaestrate» i terroristi di Parigi. Andrisano: «Parole fuori posto»
Sui fatti di Parigi, la comunità
Accademica dell'università di Modena e Reggio Emilia si attenga a commenti «coerenti coi valori che ispirano le nostre democrazie».
È Il rettore Angelo Oreste Andrisano a richiamare tutti all'ordine in ateneo a proposito della strage a Charlie Hebdo. Domani, a questo proposito, nei locali universitari delle due città si terrà alle 12 un minuto di silenzio con contestuale sospensione di tutte le attività. Tuttavia il rettore Andrisano interviene per la seconda volta in pochi giorni sulla vicenda. L'occasione è un'intervista recente rilasciata, all’indomani dei fatti di Parigi, alla "Gazzetta di Reggio" da parte del profe ssore reggiano in organico all’Ateneo di Modena e Reggio Nicola Barbieri. Il docente, ex alpino, capo scout e fra l'altro noto militante del Pd reggiano, ha detto riprendendo i contenuti di una lettera aperta scritta di getto, di non poter tollerare «che scimmie ammaestrate di qualsiasi etnia, religione o credo politico vadano in giro ad ammazzare delle persone solo perchè queste esercitano il sacrosanto diritto della libertà di stampa, pilastro della democrazia occidentale nella quale io credo fermamente».
«E quando ci saranno gli orali, prima di partire con le interrogazioni, leggerò tutti i nomi dei 12 morti di Parigi» ha promesso Nicola Barbieri, trasferitosi ha Reggio dal 1989, che ha ustoa parole di fuoco contro i terroristi, autori dell’efferata strage. Un’invettiva precisa che ha finito per gettare benzina sul fuoco delle polemiche, emessa da un docente di storia della pedagogia per il quale, dopo l’assalto di Parigi, qualcosa si è definitivamente rotto. «Queste scimmie e i loro mandanti - ha proseguito la lettera del professore - devono sapere che io non ho certamente paura di loro, e farò di tutto perché anche altri capiscano che in questi frangenti non si deve avere paura, ma si deve reagire».
Troppo, secondo il rettore.
«La nostra opportuna condanna di quanto accaduto non può in alcun modo giustificare il ricorso a messaggi volti ad incitare all'odio, poichè la nostra sfida deve essere condotta esclusivamente sul terreno della affermazione piena di quei valori che ispirano le nostre democrazie», è la replica di andrisano in una nota.
Del resto, «non è alimentando paure e eeazioni di sdegno incontrollato, o peggio ricorrendo alla violenza verbale, che si sconfigge il disegno destabilizzante dei terroristi», rimarca il concetto il rettore. Il tutto, ricorda Andrisano, alla luce anche della «Compostezza delle manifestazioni di ieri e dei giorni scorsi in Francia, e non solo, in risposta a coloro che brutalmente, e in maniera violenta, hanno voluto mettere a tacere i giornalisti del periodico parigino».
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