Veleni e foto osé sulla stilista: la polizia postale in Procura
Caso Giordano: ieri la polizia postale del Compartimento regionale a Bologna e gli agenti di Modena sono saliti in Procura per un incontro sull’indagine contro ignoti in merito agli episodi contro...
Caso Giordano: ieri la polizia postale del Compartimento regionale a Bologna e gli agenti di Modena sono saliti in Procura per un incontro sull’indagine contro ignoti in merito agli episodi contro la stilista Francesca Severi che, secondo quanto ipotizzato dal procuratore Lucia Musti e dal sostituto Francesa Graziano, formano un caso di stalking e diffamazione a mezzo internet. La presenza della polizia postale, come già anticipato dalla Musti, doveva il punto sul primo giro di indagini ricognitive sul caso: proprio la postale di Modena ha raccolto due denunce fatte dalla Severi con il suo legale, l’avvocato Alessandro Sivelli. Una era integrativa della denuncia sporta la sera di San Silvestro ai carabinieri di Milano per la pubblicazione di una lettera carica di offese e accuse di reato oltre che di foto osè, postati sul profilo Facebook dell’ex compagno, il colonnello della guardia di finanza Alberto Giordano; l’altra era per diffamazione aggravata contro la testata giornalistica che a pubblicato la notizia delle foto e della lettera scandalosa. La postale di Bologna è stata anche incaricata di redigere un rapporto che fa il punto su quanto finora emerso dalle indagini. Come noto, sulle prime il colonnello Giordano disse di essere vittima di un hacker, ma poi ha pubblicato una seconda lettera con la quale chiedeva scusa per quanto scritto nella prima.
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