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Sassuolo: ferirono i bulli, denunciati padre e figlio

Sassuolo: ferirono i bulli, denunciati padre e figlio

La polizia ha identificato i due che aggredirono e accoltellarono due ragazzi magrebini: «Maltrattavano il mio ragazzo»

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Sono stati identificati dagli agenti del commissariato di Sassuolo e denunciati a piede libero per il ferimento di due ragazzi al parco ducale. I fatti, riferito a suo tempo dalla Gazzetta, risalgono al 20 novembre. Un gruppo di ragazzi e ragazze erano al parco ducale quando, nella semioscurità, sono arrivate altre due persone: un loro coetaneo e il genitore di quest'ultimo, sembra di origini dell'Est Europa. Appena giunti nei pressi del gruppo il figlio ha indicato al genitore due ragazzi extracomunitari dicendo chiaramente "sono stati loro" ed il padre ha prima minacciato di far loro pagare episodi di bullismo nei confronti del suo ragazzo, poi sono volati alcuni schiaffi, sempre da parte dell'uomo.

Per tutta risposta sono partiti pugni e calci da parte un po' di tutti, escluse un paio di ragazze che sono rimaste ai margini della baruffa. La rissa si è aggravata fino a quando il giovane dell'Est ha estratto un coltello ed ha iniziato a cercare di colpire gli avversari, riuscendo a ferire i due giovani magrebini. Quando questi sono caduti a terra il feritore, insieme al padre, è scappato verso la Casa nel parco e da lì entrambi hanno fatto perdere le loro tracce. I due feriti sono stati soccorsi dall'ambuulanza del 118 che li ha portati all'ospedale di Baggiovara, dove sono stati medicati e giudicati guaribili in una decina di giorni, senza ricovero.

L'episodio è stato subito segnalato al commissariato. La polizia giunta sul posto ha cercato conferme su quanto veniva raccontato sommariamente dai ragazzi. Sono iniziate anche le indagini ma subito non era emerso nulla che potesse condurre ad identificare i due aggressori. Anche perchè i due - padre e figlio - non erano conosciuti per cui è sempre rimasto il dubbio sul perchè del "blitz punitivo" nei confronti del gruppo e dei due immigrati in particolare. Cinquanta giorni dopo le indagini sono arrivate ad uno sbocco. Le vittime del ferimento, infatti, avevano riferito alla polizia che i due aggressori avevano con loro un martello ed un coltello e si erano concentrati soltanto verso i due ragazzi poi feriti, quasi ignorando la presenza degli altri. Un elemento vagliato dagli uomini del commissariato che nel corso delle indagini hanno cercato di comprendere se ci fossero stati precedenti screzi. Così, partendo da un immagine captata per caso da un ragazzo che stava effettuando delle foto nel Parco e che ha ripreso di spalle uno degli aggressori mentre si allontanava dal luogo, gli agenti sono riusciti ad identificarli. I due sono stati quindi denunciati "a piede libero" per lesioni gravi. Una volta identificati, la giustificazione del padre è stata che alcuni ragazzi di quel gruppo avevano aggredito più volte il figlio loro coetaneo e per tale motivo il genitore aveva raggiunto il gruppo, per far cessare quei comportamenti, ma la situazione gli è sfuggita di mano.(a.s.)

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