«La persona giusta al posto giusto»
L’ex sindaco Pighi: «Un garante attivo tra legalità e politica»
«Una vitalità incredibile quella del Presidente, una grande capacità di parlare con chiunque mettendo l’interlocutore a proprio agio. E anche una genuina volontà di ascoltare e capire». Questo il ricordo dell’ ex rettore Aldo Tomasi che è stato tra coloro che lo hanno accolto quando nel 2011 c’erano le celebrazioni per 150 anni del Tricolore a Reggio Emilia. «Quando lo invitammo a salire sul palco io istintivamente mi mossi verso di lui per accompagnarlo sugli scalini, vista l’età. Mi fulminò con lo sguardo. E anche se incespicò su un gradino riprese l’equilibrio senza tentennamenti. Il suo discorso? Applausi scroscianti da persone di ogni ceto e provenienza lì al teatro, conquistò l’uditorio».
Anche il ricordo dell’ex sindaco Giorgio Pighi è affettuoso. «Il ruolo di Napolitano - ricorda - è stato fondamentale per traghettare il più grande partito politico della sinistra italiana a un approdo riformista, senza rinnegare le battaglie del passato e le radici nel mondo del lavoro, dal Pci, al Pds e poi ai Ds. Non è un caso che lui sia stato tra i protagonisti dell’entrata del partito nell’Internazionale Socialista. Quanto al suo ruolo come Presidente devo dire che è stato molto equilibrato, non restando a fare il notaio della politica ma attivandosi come garante attivo. Alla politica ha indicato problemi, guasti e ha accompagnato sino alla fine i processi di cambiamento.
I miei ricordi personali? Ho una sua foto sulla scrivania quando venne a Modena. È venuto a trovare i modenesi diverse volte. Mi ricordo di quando è venuto in visita ufficiale nel 2009 e una bimba, che aveva il compito di consegnargli un mazzo di fiori, credette che ero io, a fianco di Napolitano, il personaggio famoso a cui consegnare l’omaggio floreale. Si è confusa perché avevo la fascia tricolore e siamo scoppiati tutti a ridere. E poi quella passeggiata informale, in via Emilia, in mezzo alla gente che lo riconosceva e lo applaudiva. Nulla da dire, ha svolto il suo incarico con grande senso di responsabilità». Quella alunna di quinta elementare delle “Leopardi” ora è una ragazza che forse ricorda ancora con divertimento quella gaffe infantile che l’ha resa famosa.
«È una grande tristezza vederlo andar via - commenta Massimo Nalbandian, chitarrista di fama internazionale, che ha scelto Modena trent’anni fa come città di residenza - Prima di lasciar l’incarico ha voluto salutare me e la mia famiglia. Mi conobbe da bambino perché lui frequentava assieme a un gruppo di amici mio padre, che era pure musicista. Ieri in televisione, a fianco di Napolitano per i funerali di Francesco Rosi, li ho rivisti tutti insieme: il Presidente, il giornalista Antonio Ghirelli, il romanziere Raffaele La Capria e Gerardo Chiaromonte, ex deputato e compagno di Napolitano. Che malinconia, sono gli ultimi testimoni di un’epoca scomparsa». (s.c.)
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