Nel suo staff Alberto Ruffo e Arrigo Levi
Sono parecchi i modenesi che hanno sviluppato negli anni rapporti stretti con Napolitano in virtù dei loro incarichi, ma due svettano sopra tutti. Il presidente ha avuto modo di collaborare...
Sono parecchi i modenesi che hanno sviluppato negli anni rapporti stretti con Napolitano in virtù dei loro incarichi, ma due svettano sopra tutti.
Il presidente ha avuto modo di collaborare sottosegretari come Ricardo Franco Levi (con delega all’editoria), Cecile Kyenge (ministro con delega sull’immigrazione), Federica Guidi (ministro dello Sviluppo Economico) solo per citarne alcuni degli ultimi anni.
Ma Arrigo Levi, già direttore della Stampa e inviato per i maggiori giornali italiani, suo coetaneo e amico di lunga data, ha sempre avuto un posto speciale nella considerazione del Presidente. Di qui la chiamata, nove anni fa, nel gruppo ristretto dei consiglieri più fidati; ufficialmente è lui che sovrintende alla comunicazione del Quirinale, ma in realtà il suo peso reale è stato molto più ampio. Nel tessuto di rapporti consolidati dal dopoguerra, il giornalista Arrigo Levi è stato non solo il conoscitore di realtà internazionali che ha conosciuto come inviato ma anche l’ascoltato suggeritore di tempi e uscite pubbliche, anche per gli argomenti più scottanti. Persino nei discorsi ufficiali c’è l’occhio sorridente e inflessibile di questo signore di 89 anni, che torna sotto la Ghirlandina per trovare i parenti appena può.
E poi c’è stato, sempre nella cerchia dei consiglieri istituzionali, Alberto Ruffo, già prefetto di Modena alla fine degli anni ’90. Napolitano aveva una grande stima per lui ma un infarto nel marzo di tre anni fa lo ha privato della sua collaborazione. Le sue parole accorate nel cordoglio sono state esemplari. (s.c.)
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